Insulti a bordo campo. «Clima sempre più teso. Colpa anche dei genitori»

Erba . Dopo Cdg Erba-Guanzatese nessuna denuncia. Isella (Arcellasco): «Nel calcio anche fra i bambini le tensioni crescenti che vediamo nella società»

Lettura 2 min.

Erba

Gli eccessi nel calcio dilettantistico sono una costante, e va sempre peggio. La pallacanestro, al contrario, è ancora un’oasi felice (almeno a livello giovanile).

Dopo i fatti di domenica all’oratorio di via Battisti, con insulti e minacce che hanno contraddistinto la partita di seconda categoria Cdg Erba-Guanzatese, il dibattito su quel che accade dentro e fuori dal campo di estende alle società simbolo dello sport erbese: il Gs Arcellasco e Le Bocce.

Il punto di partenza è la partita del 18 ottobre. Al termine dell’incontro, un dirigente della Cdg Erba ha chiesto l’intervento dei carabinieri: i giocatori di casa hanno accusato l’allenatore avversario di averli minacciati ripetutamente dalla panchina, mostrando anche un coltellino; la Guanzatese - sentita ieri da La Provincia - ha ribaltato le accuse: sarebbero stati i giocatori di casa a insultare gli ospiti per tutta la partita.

I militari, in ogni caso, sono intervenuti e non hanno trovato alcun coltello. Solo su un punto le versione delle due dirigenze concordano: la partita è stata ad alta tensione e sono volate parole grosse. Una situazione, ha detto ieri l’allenatore della Guanzatese Attilio Papis, «che si verifica spesso, ma sono cose di campo che finiscono lì».

Che sui campi da calcio ci sia un problema di comportamento lo conferma Matteo Isella, presidente del Gs Arcellasco che milita nel campionato di Eccellenza. «Il calcio giovanile rispecchia purtroppo il clima di tensioni e aggressioni crescenti che vediamo crescere continuamente nella società civile. È una situazione che ci portiamo dietro anche sui campi e la mia preoccupazione è che coinvolge anche i più piccoli» dice Isella.

Da qualche anno, l’Arcellasco «catechizza» i genitori a inizio stagione. «Gli diciamo chiaro che se non si comportano bene non li faremo entrare al campo sportivo. È capitato di vedere papà di piccoli calciatori prendersela con compagni di squadra del figlio o con gli avversari, urlare per passaggi o gol sbagliati, piuttosto che per una sostituzione: non è accettabile, soprattutto da piccoli devono solo giocare senza pensieri, devono pensare a divertirsi» spiega il presidente.

L’attenzione da un paio d’anni è forte, anche perché gli eccessi dei genitori possono trasformarsi in multe a carico della società. «Ma è prima di tutto una questione di esempio e di educazione da dare ai bambini, devono capire fin da piccoli che certi comportamenti nello sport non sono accettabili» conclude Isella.

E il basket? La prima squadra de Le Bocce, che milita in serie C, gioca le partite casalinghe al PalaErba (a due passi dall’oratorio in cui si è disputata Cdg Erba-Guanzatese). «Rispetto al calcio, la pallacanestro è ancora un’isola felice» garantisce il dirigente responsabile Enzo Bloise. «Sul campo, nelle partite più accese, c’è agonismo, ma alla fine resta tutto nei limiti e c’è rispetto per l’avversario».

Lo stesso vale per le tifoserie. «Al PalaErba trovi famiglie e bambini, capita il genitore più pressante di altri, ma non c’è mai stato un motivo di preoccupazione. Vale per noi, ma anche per le squadre che incontriamo in trasferta, è proprio una cultura sportiva diversa».

A maggio, ricorda Bloise, «abbiamo affrontato Orzinuovi ai playoff per conquistare la serie C: abbiamo giocato là davanti a mille persone, il tifo era molto acceso, ma alla fine ci hanno fatto i complimenti per la promozione» conclude il dirigente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA