La chiusura del passaggio a livello Croci a Erba: «Follia per il centro città»
Il dibattito L’imprenditore si schiera con il Comune nel braccio di ferro con la Regione sul progetto: «Non è pericoloso, il rischio è bloccare il traffico». Spagnuolo presenta un’interpellanza
Lettura 1 min.Erba
Il parere negativo opposto dal Comune di Erba al progetto di chiusura del passaggio a livello in via Trieste, oltre ad aver innescato uno scontro istituzionale con Regione Lombardia e Ferrovienord, sta suscitando reazioni contrastanti. L’imprenditore Alberto Croci, titolare di una delle principali aziende di via Trieste, si schiera con l’Amministrazione comunale, mentre il gruppo di Erba civica chiede conto del sovrappasso incompleto e teme richieste di risarcimento che peserebbero sulle casse pubbliche.
Il caso è emerso pochi giorni fa, quando Regione Lombardia ha reso noto l’esito negativo della conferenza di servizi convocata a dicembre per arrivare alla chiusura del passaggio a livello di via Trieste, nell’area industriale della città.
Gli interventi
Regione e Ferrovienord hanno rimarcato la pericolosità del passaggio a livello e hanno proposto di effettuare una serie di interventi per completare il sovrappasso (in parte già esistente) e chiudere le sbarre. Per il Comune, forte di uno studio del traffico aggiornato, la chiusura di via Trieste sposterebbe troppo traffico in via Milano: se il passaggio a livello è pericoloso, hanno suggerito i funzionari comunali, tanto vale renderlo barriere complete come tutti gli altri.
Tra le imprese di via Trieste c’è la Téchne, una realtà che ha investito molto per ampliare i propri spazi produttivi. «Il Comune ha fatto benissimo a opporsi: chi vuole chiudere le sbarre non conosce la viabilità dell’area industriale erbese» dice Croci, titolare dell’azienda. «Vi immaginate decine di camion ogni giorno passare su quel sovrappasso? I mezzi pesanti si sommerebbero alle automobili in via Milano, basterebbe un incidente per bloccare la principale strada di accesso alla città».
L’imprenditore ricorda che in via Trieste ci sono alcune delle aziende erbesi più grosse. «Avrei anche da dire sulla pericolosità di questo passaggio a livello, io ci passo da una vita e non ho mai avuto problemi: anzi, è rapido ed efficiente» dice. «Può essere pericoloso se superi le auto in coda ad alta velocità per infilarti tra le sbarre, ma il problema a quel punto è la testa di chi si mette al volante».
La questione sovrappasso
Molto preoccupato per la presa di posizione del Comune e per lo scontro con la Regione è invece Michele Spagnuolo, capogruppo di Erba civica: insieme alla collega Giovanna Marelli, ha firmato un’interpellanza che verrà presentata lunedì sera in consiglio comunale.
«Speriamo di ottenere risposte chiare. Vogliamo capire perché il Comune ha espresso parere negativo a fronte di una progettazione che si trascina dal 2021, e soprattutto cosa sarà del sovrappasso che in parte è già stato realizzato» dice Spagnolo.Il rischio di trovarsi con un cattedrale - o meglio, mezza cattedrale - nel deserto è concreto.
«Vorremmo capire poi se il Comune ha valutato le possibili ripercussioni di una richiesta di risarcimento danni da parte di Regione Lombardia o dell’impresa che ha realizzato parte del sovrappasso» prosegue Spagnuolo. «A un anno dalle elezioni, siamo in una situazione di stallo e la chiusura dell’altro passaggio a livello, quello di corso 25 Aprile che l’amministrazione ha sempre legato alla pratica di via Trieste, resterà probabilmente un sogno».
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