La mostra fotografica “Volti” racconta la comunità di Civenna

Arte. Oltre sessanta ritratti realizzati da Stefano Michelin mettono al centro l’anima, la memoria e le persone del paese

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Civenna

C’è un paese che ha deciso di guardarsi allo specchio, di frugarsi nell’anima, attraverso le foto di Stefano Michelin.

È questo lo spirito di “Volti, ritratti di una comunità”, la mostra fotografica del fotografo, milanese di nascita ma che sente ormai Civenna come una sorta di casa adottiva vista la frequentazione di oltre 40 anni, che il 25 e 26 luglio ha richiamato numerosi visitatori nella Sala Consiliare di Civenna.

Oltre sessanta i ritratti di civennesi hanno composto un mosaico umano capace di restituire l’identità di una comunità fatta di persone nate qui, di chi vi lavora, di chi l’ha scelta come casa e di chi, anno dopo anno, continua a tornarvi perché profondamente legato alla bellezza e all’atmosfera di questi luoghi.

Per Michelin, fotografo professionista e titolare dello studio Tredici/78 di Desio, questo progetto rappresenta molto più di una semplice esposizione fotografica. Da oltre quarant’anni frequenta Civenna e, con il passare del tempo, il legame con il paese è diventato sempre più profondo: «Qui ho trovato una comunità coesa, disponibile e altruista. Era da tempo che desideravo raccontarla nel modo che conosco meglio, il ritratto. Lo spirito di base era provare, nel mio piccolo, a ridare a Civenna qualcosa dopo tutto quello che ha saputo regalarmi negli anni», spiega Michelin.

Da questa idea sono nate due giornate dedicate esclusivamente alla realizzazione dei ritratti, seguite da un lungo lavoro di selezione e stampa, interamente svolto nel suo studio di Desio.

«Con rispetto e distanza, mi sono ispirato a grandi del ritratto, come Avedon e Platon, provando a dare una impronta personale e minimalista che ponesse esclusivamente la persona al centro di tutto».

L’iniziativa ha potuto prendere forma grazie alla fondamentale collaborazione della Pro Loco di Civenna, che ha creduto fin dall’inizio nel progetto, rendendolo concretamente possibile. Determinante, in particolare, il contributo di Marco Fusari e Giovanni Comini che hanno accompagnato Michelin in ogni fase organizzativa, coinvolgendo il paese e favorendo la partecipazione dei suoi abitanti.

Fondamentale è stato il supporto degli sponsor tecnici. «Le stampe sono state fatte tutte sulla pregiata carta Canson Arches 88 - come spiega Paolo Forlani -. E’ una delle carte più conosciute al mondo, realizzata con il 100% di cotone, non contiene azzurranti ottici e rispetta tutte le certificazioni, compresa ISO 9706, per la conservazione e la durata nel tempo».

Parte di ritratti sono stati realizzati con le ottiche Laowa messe a disposizione da Onnik.it.

«Il ritratto ha il potere di fermare un frammento di esistenza, di sottrarre un istante al flusso incessante del tempo e consegnarlo alla memoria», dice Paolo Namias, Direttore di Fotografia.it. «Non è soltanto la rappresentazione di un volto, ma la testimonianza di una presenza, di una storia, di un’identità».

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