L’ex maresciallo che ha creato un bosco sardo

il personaggio Antonio Dettori vive a Ponte Lambro, ma è originario della Sardegna. In riva al fiume brianzolo, ha creato un giardino speciale

Lettura 1 min.

Una bella pennellata di quel verde intenso che fa bella la Sardegna rallegra il paesaggio a Ponte Lambro, in riva al fiume: l’ha data con grande amore, perizia e ricordi belli delle sue origini Antonio Dettori, classe 1930, che ha creato un bosco sardo.

Nato a Ittiri, conta 96 primavere ma è vispo, brioso ed entusiasta come un giovanotto. Ma soprattutto viene da quell’isola in cui i centenari non sono un’eccezione e che ogni estate va a ritrovare.

Antonio Dettori è però anzitutto un maresciallo dei carabinieri in pensione, che ha ancora l’Arma nel cuore, assieme a tanti bei ricordi. Dunque nel grande giardino della sua casa in via Salvo d’Acquisto (intitolazione che aveva chiesto lui al sindaco Carlo Tavecchio che lo ha accontentato) si passeggia tra rigogliosi e curatissimi alberi di corbezzolo, di mirto, ulivi spettacolari, cisto, mentre dal prato spuntano gli arbusti di elicriso, con il loro profumo.

L’elicriso è uno dei simboli della Sardegna. Di questa essenza ho pure io un bel ricordo.

Tanti anni fa quando il traghetto giungeva in vista della costa della Gallura e dell’isola Tavolara, già dal ponte avvertivi con piacere il profumo dell’elicriso. Poi si coglieva per portarlo a casa. I suoi infusi guarivano dal raffreddore.

Entusiasmo, passione, devozione di Antonio per il suo bosco e, diciamolo pure, un bel po’ di lavoro, sono corroborati dalla moglie Anna.

Lei non è sarda ma bergamasca. Pure lei però ama la Sardegna.

Ed è così che il bosco sardo in riva al brianzolo fiume Lambro non è solo di bellezza, una pennellata al paesaggio. Antonio con le sue olive fa un olio, buonissimo.

Lo stesso avviene per il mirto. Solo qualche bottiglia per uso familiare. Nessun commercio.

Mentre passeggiavamo tra i corbezzoli e i grandi ulivi Antonio ci ha raccontato della sua lunga carriera nell’Arma dei carabinieri. È arrivato in Lombardia giovanissimo passando per tante stazioni brianzole e milanesi.

Poi a Lecco incontrò Anna. La sposò quando era già approdato a Como: brigadiere a Erba, poi a Nesso, di nuovo a Erba dove al comando della stazione il maresciallo Dettori rimase fino all’86.

Molti ricordano che si adoperò per risolvere tante questioni scongiurando scontri e condanne. Ma la sua impresa più bella fu quando,nell’83, arrestò una coppia di terroristi pericolosissimi della Brigate Rosse. Michele Zellino e la compagna Maria Rosa erano nascosti in una tenda in una valle solitaria sopra ad Albese.

Lui con soli due uomini vi giunse senza farsi accorgere e intimò di arrendersi. Nel mondo giornalistico era visto molto bene perché ha sempre aiutato molto i cronisti.

Una volta in pensione - con il grado di tenente - ha avuto un ruolo molto importante alla guida dell’Associazione dei carabinieri in pensione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA