Maternità a Erba, tutti contro lo stop. «Incertezza per i dipendenti»

Erba Oggi e domani la raccolta firme promossa da Fratelli d’Italia. I sindacati: «Aspettiamo una convocazione dall’azienda per ricollocarli»

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Erba

Mentre i politici si mobilitano per scongiurare la chiusura del punto nascita all’Ospedale di Erba, una decisione che comporterebbe la scomparsa della dicitura “nato a Erba” sulla carta d’identità e della sigla “D416” sui codici fiscali, non mancano le preoccupazioni sul fronte lavorativo. I sindacati restano in attesa di una convocazione da parte della proprietà, per capire come verranno ricollocati i dipendenti del reparto di maternità.

Nel comunicato congiunto firmato il 18 settembre da Ats Insubria e Ospedale di Erba, si legge che «una volta acquisite le indicazioni del Comitato regionale percorso nascita, saranno avviati i confronti con le organizzazioni sindacali. Per il personale coinvolto sarà perseguito un percorso di ricollocazione per valorizzarne competenze ed esperienza professionale». Il Comitato regionale si è riunito il 22 settembre e ha confermato la chiusura del punto nascita entro la fine di ottobre: i sindacati restano in attesa della convocazione.

«Diritto a chiarezza»

«Siamo in attesa della data» fanno sapere Giuseppe Callisto (Cgil), Giuseppe Landi (Cisl) e Giuseppina Bologna (Uil). «Le lavoratrici, i lavoratori e il territorio hanno diritto a chiarezza sul futuro del presidio, una chiarezza che chiediamo alla direzione generale sin dal giorno dell’insediamento della nuova proprietà, ponendo interrogativi sul destino della struttura e dei singoli reparti. Nessuna risposta, hanno sempre rinviato a Regione Lombardia ogni valutazione sul futuro dei servizi, ma è impensabile che non abbiamo un piano industriale chiaro». Nel comunicato del 18 settembre, l’Ospedale di Erba garantisce che «l’attività ginecologica chirurgica e ambulatoriale proseguirà senza alcuna modifica. Saranno sviluppate iniziative di prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico specialistica, con campagne dedicate allo screening per Hpv e cervico-carcinoma, percorsi di riabilitazione del pavimento pelvico e l’attivazione di nuovi ambulatori nell’ambito del progetto “Ambulatori Rosa”, tra cui un servizio specialistico dedicato all’endometriosi».

Le rassicurazioni sul ricollocamento del personale coinvolto dalla chiusura del punto nascita, per i sindacati, «sono dovute e doverose, ma attendiamo la convocazione dell’incontro ufficiale per discutere modalità, tempistiche e garanzie per le lavoratrici e i lavoratori».

Gazebo

Oggi e domani il circolo erbese di Fratelli d’Italia sarà con un gazebo all’incrocio tra corso 25 Aprile e via Volta, per proseguire in forma cartacea la raccolta firme contro la chiusura del punto nascita che su change.org è arrivato a 1.900 sottoscrizioni. Un gazebo per la raccolta firme, sempre in corso 25 Aprile davanti a Vago, è già stato annunciato per il 3 ottobre da Patto per il Nord. La Lega attende riposte direttamente dal ministero della Salute, dopo che il deputato Eugenio Zoffili ha depositato un’interrogazione a Roma.

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