Maternità, analisi, ortopedia. «Nessun dialogo con l’ospedale»
Erba Fumata nera dall’incontro con i sindacati: «Chiediamo l’intervento di Bertolaso». La denuncia: «Si ragiona solo in termini aritmetici a discapito di servizi e diritti»
Lettura 1 min.Erba
L’incontro di martedì tra Anmirs, il sindacato dei medici, e la direzione dell’Ospedale di Erba si è chiuso con una fumata nera: sul tavolo c’erano tanti temi - dal punto nascita alle carenze del laboratorio analisi - ma non sono arrivate le rassicurazioni sperate. Ora la vertenza si sposta in Regione Lombardia.
L’incontro tra i rappresentanti dei medici e la direzione della struttura era molto atteso, dopo che lunedì 12 ottobre - nel corso del riunione istituzionale convocata in municipio per discutere della chiusura del punto nascita - è stata letta pubblicamente una lettera con cui Anmirs ha sollevato diversi problemi: mancanza di personale, retribuzione inferiore rispetto al pubblico, difficoltà ad erogare alcuni servizi.
Quella sera il direttore sanitario, Riccardo Bertoletti, è parso sorpreso: «Mi sembra una fotografia lontana dalla realtà che vedo ogni giorno» ha detto, assicurando che avrebbe incontrato i sindacati. L’incontro è avvenuto martedì, alla presenza di Bertoletti e del direttore generale Vincenzo Trovato. Sentito da La Provincia, Lifenet - il gruppo proprietario dell’Ospedale di Erba - preferisce non commentare l’esito della riunione.
Parla invece Maurizio Ferretto, medico della struttura e rappresentante di Anmirs. «Prendiamo atto dell’inconciliabilità delle prospettive e delle priorità tra noi e la direzione ospedaliera. Non possiamo accettare che si ragioni solo in termini aritmetici a discapito dei servizi assistenziali e dei diritti dei lavoratori» dice.
A fronte di un muro contro muro, prosegue, «chiederemo formalmente un’interlocuzione diretta all’assessore al Welfare Guido Bertolaso, per portare la vertenza sui tavoli regionali. Aggiorneremo anche i sindaci del territorio, i politici locali e nazionali che hanno partecipato al tavolo istituzionale del 12 ottobre».
Al tavolo con i direttori, i sindacati hanno posto il tema della chiusura del punto nascita, delle carenze del laboratorio analisi («Per le trasfusioni, se il tecnico non è in turno nelle ore notturne bisogna ricorrere ad un fattorino che fa la spola con l’Ospedale di Lecco» dice Ferretto) e della reperibilità solo telefonica degli ortopedici, che non garantirebbe a sufficienza chi arriva in pronto soccorso o i ricoverati con complicanze improvvise.
I medici hanno rivendicato poi il dovuto rispetto sia sotto il profilo della corretta retribuzione, sia dal punto di vista della sicurezza. La direzione, almeno secondo Anmirs, avrebbe replicato difendendo l’operato della struttura ed evidenziando l’alto volume degli interventi eseguiti e altre eccellenze del presidio; avrebbe inoltre ribadito la volontà di arrivare alla chiusura del punto nascita, senza esplorare altre soluzioni.
Un caso, quello del punto nascita, che continua a scaldare gli animi. Su alcune bacheche della città è comparso un manifesto funebre che annuncia la morte del reparto di maternità: «Il tuo vagito - si legge - resterà sempre con noi. Il funerale si svolgerà in forma laica presso l’Ospedale di Erba alla presenza di medici e ostetriche». L’autore è sconosciuto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA