Merone, le minoranze attaccano: «Sempre più violenza in paese e l’organico di polizia locale si svuota».

Il 23 agosto un uomo era stato inseguito e minacciato con un taglierino nei pressi della stazione ferroviaria. Pochi giorni dopo si era dimesso un agente di Polizia locale, il secondo in meno di un anno. Il sindaco: «Campagna denigratoria nei confronti della mia amministrazione»

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Merone

Un’aggressione nei pressi della stazione, il secondo agente della Polizia locale che lascia il Comune nel giro di un anno, fatti che vengono messi in correlazione e uno scontro politico che si infiamma sui social. A Merone il tema della sicurezza torna al centro del dibattito dopo gli ultimi episodi che hanno alimentato il confronto tra maggioranza e opposizione.

A sollevare la questione è il gruppo di minoranza “Insieme per Merone”, che attacca: «I fatti degli ultimi giorni parlano da soli e confermano ciò che molti cittadini denunciano da tempo: sul fronte del presidio e della sicurezza, il nostro paese è lasciato a se stesso».

Il primo episodio richiamato «riguarda domenica 23 agosto, quando un uomo è stato inseguito e minacciato con un taglierino nei pressi della stazione ferroviaria di Merone. Un fatto che ha riacceso l’attenzione sulle aree considerate più delicate del paese. Pochi giorni dopo, mercoledì 26 agosto, è arrivata l’ufficialità delle dimissioni volontarie dell’agente della Polizia locale. Si tratta del secondo vigile che lascia il Comune nell’arco di dodici mesi».

Per la minoranza i due elementi delineano un quadro preoccupante. «Mentre gli episodi di violenza aumentano e l’organico della Polizia locale si svuota – scrivono – qual è la risposta dell’amministrazione? Delegare la sicurezza dei cittadini a semplici chat e gruppi WhatsApp».

Ad attaccare duramente la giunta è per la minoranza l’ex sindaco e consigliere Giovanni Vanossi. «Siamo nella peggiore amministrazione della storia repubblicana. Non possono ancora incolpare chi li ha preceduti dopo due anni e mezzo. Quando c’era l’amministrazione precedente il vigile c’era e nessuno è mai stato inseguito con un taglierino».

La replica del sindaco Alfredo Fusi è altrettanto dura. Il primo cittadino respinge le accuse e definisce l’attacco «una polemica puerile». «La pubblica sicurezza viene gestita dalle forze dell’ordine – afferma – c’è una campagna denigratoria nei confronti della mia amministrazione».

Fusi ricorda come la carenza di personale riguardi l’intero territorio del Triangolo Lariano. «La situazione della disponibilità di agenti la conosciamo: è complessa. Quando è arrivato un agente si è subito messo in mobilità». Il sindaco ripercorre anche il percorso del concorso avviato dalla precedente amministrazione. «Avevamo un concorso aperto, portato avanti con grande impegno dagli uffici al momento della nostra elezione. Il primo in graduatoria ha scelto altre strade, il secondo dopo un po’ ha lasciato, forse anche per il troppo lavoro arretrato lasciato dalla precedente amministrazione. L’ultimo ha vinto un concorso e ha scelto Caslino d’Erba».

Tra le criticità citate dal sindaco ci sono anche le sanzioni non riscosse relative agli anni 2019 e 2020. «Abbiamo rischiato danni erariali per multe non riscosse che con difficoltà e impegnando gli uffici siamo riusciti ad evitare».

L’obiettivo, per Fusi, è ricostruire il comando di Polizia locale. «Merone era addirittura capofila prima che venisse smantellato dalla precedente amministrazione e ricostruirlo comporta tempo e fatica». Il sindaco difende inoltre il progetto del controllo di vicinato, contestato dall’opposizione. «Non facciamo sicurezza con i flash mob, come ha fatto qualcuno, e non denigriamo il lavoro degli altri. Il controllo di vicinato è un’opzione anche caldeggiata dal prefetto».

Il confronto si chiude con un’ultima stoccata rivolta alla minoranza: «Stiamo combattendo contro una minoranza che non mette mai la faccia, dei leoni da tastiera, una minoranza che ha soltanto ragione d’esistere perché ha un nemico, che sono io».

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