«Mio marito morto nel frontale tra moto. Voglio sapere la verità»

Lasnigo Ilaria Perin è la moglie di David Palacios Bravo, una delle due vittime del terribile schianto di giugno: «Continuo a tornare là per capire, nessuno mi dice nulla»

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Lasnigo

Una bella famiglia, una coppia sorridente, una vita davanti tutta da costruire e poi la tragedia in pochi secondi e tante domande che restano sospese.

Ilaria Perin non riesce ancora a capacitarsi di cosa possa essere accaduto il 21 giugno a Lasnigo, cosa abbia portato alla tragica collisione tra la Vespa guidata dal marito David Augusto Palacios Bravo di quarant’anni, residente a Como, e la Kawasaki di Andrea Greco di vent’anni di Osio Sotto. Purtroppo a causa dello scontro sono morti entrambi i conducenti delle moto, il ventenne e il quarantenne.

Ilaria racconta di essere tornata spesso sul luogo dell’incidente per cercare di capire, per trovare parte della moto e del vestiario del marito. David stava rientrando verso casa dopo essere stato a pranzo dalla sorella. «Stava tornando da Magreglio, proseguiva in direzione di Asso. Io quella strada l’ho fatta negli ultimi giorni decine di volte, non riesco a capire cosa possa essere successo».L’incidente è avvenuto poco prima delle 20. Le due moto procedevano in direzioni opposte e l’impatto è stato violentissimo. La dinamica, però, resta ancora da chiarire. «Ad oggi non so nulla su quanto è avvenuto a Lasnigo quel tragico giorno – racconta Ilaria – La moto è sotto sequestro, tutto è fermo e non ci sono testimoni, poi ora è agosto. Parlano di un frontale, ma è tutto molto difficile da comprendere».

La donna sta cercando anche di ricostruire autonomamente quei pochi secondi. «Mio marito ha fatto un volo di sei metri. Ho chiesto anche l’intervento di un perito cinematico per cercare di ricostruire la posizione delle due moto, ma non ci sarebbero grandi corrispondenze con un frontale. Io vorrei solo sapere la verità». Tra le ipotesi emerse nelle prime ricostruzioni c’è anche quella di un sasso presente sulla carreggiata, che potrebbe aver provocato una manovra improvvisa. «Si parla di un sasso, ma non ci sono particolari riscontri nemmeno in questa direzione. Mi era stato detto che c’era un testimone oculare, ma ora pare che questo testimone non ci sia più». Ilaria è tornata più volte sul luogo dell’incidente. «Ho trovato pezzi della Vespa, una scarpa e parti del vestiario di mio marito. Lo faccio perché cerco di capire, di ricostruire quello che è successo. Era domenica sera, pochi minuti prima delle 20, e c’erano tante auto. Dopo l’incidente c’erano diverse persone ferme a bordo strada. Mi stupisco che nessuno abbia visto niente».

Gli accertamenti sono ancora in corso e i mezzi sotto sequestro. La famiglia attende anche gli esiti degli esami disposti nell’ambito dell’indagine. Due vite spezzate e una dinamica che deve ancora essere ricostruita. «Stiamo aspettando i risultati dell’autopsia, ma è tutto assolutamente vago – conclude Ilaria – Parliamo di un uomo di appena 40 anni, sposato da due anni, con una figlia di 14 anni. Noi ci frequentavamo da sette anni. Io chiedo, ripeto, a chiunque abbia visto qualcosa o abbia elementi che possano servire per capire cosa è accaduto di farsi avanti senza problemi. Non voglio altro: voglio sapere la verità».

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