Nel Comasco gli anziani sono il doppio dei giovani: la piramide demografica è capovolta
Gli over 65 (all’inizio del 2026 esattamente 148.963) sono più del doppio rispetto ai minorenni sotto ai 14 anni (69.484, i dati sono forniti dall’Istat). E il tasso di natalità diminuisce sempre di più: difficile quindi un’inversione di tendenza
Lettura 1 min.Como
Gli anziani sono il doppio dei giovani. La piramide demografica ha preso da tempo nel Comasco un’altra forma, siamo prima passati ad una botte e ormai la base si è di fatto capovolta.
Gli over 65 (all’inizio del 2026 esattamente 148.963) sono più del doppio rispetto ai minorenni sotto ai 14 anni (69.484, i dati sono forniti dall’Istat). Sia chiaro, oggi è sbagliato considerare anziano un 65enne, la terza età ha una partenza più ritardata, del resto è aumentata l’età in conseguenza dell’invecchiamento della popolazione. E, comunque, a Como e provincia sempre in confronto a bambini e adolescenti in età scolare, ci sono anche più over 75 (precisamente 78.829). L’andamento della bilancia tra nuovi nati e ultra 80enni è peraltro destinata a proseguire lungo la stessa strada, almeno per qualche decennio. La platea delle potenziali madri si sta riducendo, difficile un’inversione anche aumentasse all’improvviso il numero medio di figli, che da circa quindici anni è in costante calo.
Attenzione, la curva non è molto diversa da quella disegnata in altre province, l’inverno demografico è un fenomeno che interessa l’intero Paese. Certo in alcune zone l’invecchiamento è più marcato. Grazie a un rinnovato flusso migratorio dall’estero comunque la popolazione residente complessiva in provincia di Como regge, l’età però aumenta, segno che anche i migranti fanno meno figli e portano con sè meno bambini.
Nel panorama provinciale ci sono Comuni che sembrano destinati a sparire in un futuro non lontano. Il capoluogo ha un indice di vecchiaia pari a 239 punti. Per intenderci, sotto al 100 vincono i giovani, il dato medio poco oltre i 200 punti vuol dire che ci sono 200 over 65 ogni 100 minorenni. Il fatto che, per esempio, a Pigra o a Brienno l’indice di anzianità superi rispettivamente i 683 e i 664 punti non lascia ben sperare. Detto che in termini percentuali i piccoli paesi fanno in fretta a mostrare grandi variazioni, simile la situazione a Veleso, Garzeno, Colonno e Ponna.
Le comunità più giovani invece si vedono a Limido Comasco (con un indice di anzianità pari a 122), Alserio (144) oppure Faloppio e Rodero, zone dove la densità abitativa - complici le nuove costruzioni - si è innalzata con molta velocità. Si tratta comunque di un indice superiore ai famosi 100 punti. Tra i centri più popolosi è più giovane Lomazzo (168), bene Turate (170), Fino Mornasco (171), quindi Mariano Comense (185), Olgiate Comasco (187), a Cantù si sale a quota 200, peggio come detto Como (239), male Erba (252).
In questi giorni anche al Meeting di Rimini si è discusso di inverno demografico, la rettrice della Cattolica Elena Beccalli ha parlato di «dato allarmante».
Il calo dei nati e l’invecchiamento della popolazione avrà dinamiche profonde sul tessuto sociale, economico, le ripercussioni si vedono già nella sanità e nell’istruzione. «Questo dato ci fa toccare con mano la trasformazione epocale che stiamo vivendo, che ridisegnerà le fondamenta sociali, culturali e anche economico-finanziarie del nostro continente». I contraccolpi evidenti negli asili ci sono anche nelle università.
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