Noleggiano l’elicottero e affittano una villa lussuosa a Bellagio, ma non pagano nulla

Una truffa realizzata da tre colombiani arrivati in elicottero da Linate e poi spariti la mattina successiva

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Bellagio

La truffa dei social colpisce anche il lago: i truffatori, tre colombiani, organizzano una vacanza di lusso da 30mila euro a Villa Ponti Bellavista a Civenna di Bellagio senza sborsare nulla. Un raggiro particolare, che non sembra puntare tanto a ottenere un guadagno diretto immediato, quanto a costruire l’apparenza di una vita da milionari attraverso foto e video realizzati in ville esclusive, elicotteri e jet privati da esibire online.

Il caso è andato in scena tra lunedì e martedì a Civenna, dove la proprietaria di Villa Ponti Bellavista, Barbara Biggs, è stata contattata da tre cittadini colombiani, uno dei quali si spacciava per un noto calciatore del proprio Paese. I tre avrebbero dovuto arrivare a Linate con un jet privato, raggiungere Bellagio in elicottero tramite Italy Air Service e soggiornare quattro notti nella lussuosa dimora. Tra pernottamento e trasferimento aereo, il valore complessivo dell’operazione sfiorava i 30mila euro.

«Sotto data sono stata contattata da tre persone, una delle quali si presentava come un giocatore di calcio molto famoso in Colombia – racconta Barbara Biggs –. Mi hanno spiegato che sarebbero arrivati a Linate con un jet privato e volevano prenotare quattro notti qui a Civenna. La prenotazione valeva circa 16mila euro e avevano organizzato anche il volo in elicottero da Linate alla villa».

Per rendere credibile la richiesta, i presunti clienti hanno inviato copie dei passaporti e la ricevuta di un bonifico, apparentemente regolare ma non istantaneo. Tutto sembrava in ordine, almeno fino al loro arrivo.

«Le tre persone sono arrivate realmente a Civenna – prosegue la proprietaria – ma si comportavano in modo molto strano già durante il trasferimento in elicottero, fotografando e filmando praticamente qualsiasi cosa. Una volta in villa hanno continuato a realizzare video delle camere, della vista e degli ambienti, ma il giorno dopo erano già spariti».

Un dettaglio ha fatto scattare definitivamente l’allarme: «I letti non erano nemmeno disfatti, quindi è plausibile che non abbiano neppure dormito nella villa. Ormai siamo convinti che si tratti di una truffa».

A far emergere l’inganno è stata anche Italy Air Service. Analizzando i metadati della ricevuta del bonifico, l’azienda ha scoperto che il documento era stato modificato 260 volte, confermando che la prova di pagamento era stata manipolata.

Secondo Barbara Biggs potrebbe trattarsi di un sistema già utilizzato in altre località turistiche. «Mi ricorda molto il modus operandi di Inventing Anna, la serie Netflix in cui una giovane donna riusciva a prenotare hotel di lusso, noleggiare elicotteri e perfino tentare di acquistare un edificio a New York facendosi passare per una ricca ereditiera europea».

Anche il contatto utilizzato dai presunti clienti si è rivelato sospetto. «Abbiamo parlato sempre tramite WhatsApp con un numero Business spagnolo, ma quando ho provato a chiamarlo risultava inesistente».

La proprietaria ha deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto per mettere in guardia gli altri operatori del territorio. «Il mio obiettivo è allertare i colleghi del lago di Como. Voglio dire loro di prestare la massima attenzione, perché questa truffa potrebbe ripetersi anche in altre strutture ricettive».

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