Nuovo progetto. Salvi i cinque tigli di Sant’Eufemia
Erba. Il Comune modifica il piano di riqualificazione dopo l’invito della Soprintendenza alle belle arti. Ma per gli altri 15 alberi nulla da fare: saranno tagliati
Lettura 1 min.Erba
La Soprintendenza salva i cinque tigli posti a lato e di fronte al sagrato della chiesa romanica di Sant’Eufemia.
Lunedì la giunta comunale, a fronte di una nota della soprintendente Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio, ha deciso di modificare il progetto di riqualificazione dei marciapiedi: nessun intervento nell’area della chiesa, mentre sono confermati i lavori in via San Rocco con l’abbattimento di quindici piante.Per gli oltre 2.600 cittadini che hanno firmato la petizione online su change.org per salvare gli alberi è una mezza vittoria. Il caso è montato nel cuore dell’estate, quando La Provincia ha pubblicato il progetto di riqualificazione e messa in sicurezza dell’area pedonale di via San Rocco e dell’incrocio tra via Turati e via Licinio: l’obiettivo è sistemare i marciapiedi, che hanno causato tante cadute, ma per farlo è stata prevista la rimozione di 21 tigli.
Cittadini, ambientalisti e politici di minoranza si sono mobilitati, coinvolgendo la Soprintendenza che ha chiesto all’amministrazione comunale una copia del progetto e una relazione agronomica sullo stato delle cinque piante poste a ridosso della chiesa. Il Comune di Erba ha trasmesso i documenti richiesti, nei giorni scorsi è arrivata la risposta. Bentivoglio-Ravasio, pur condividendo il proposito di sistemare la pavimentazione, chiede «soluzioni progettuali che consentano la conservazione» delle piante. È vero, come sostiene il Comune, che quei tigli risalgono agli anni Novanta, ma per la Soprintendenza sono ormai «presenze consolidate del paesaggio urbano» e «fungono anche da fondale alla chiesa».
La nota delle Belli arti fa presente poi che la relazione agronomica «omette la disamina dei tigli posti ai lati del sagrato della chiesa di Sant’Eufemia e dei tre posti (di fronte, ndr) tra viale Turati e via Licinio non fornendo riscontri sulle loro condizioni fitosanitarie, bensì limitandosi a indicare lo stato della pavimentazione attorno alle alberature».
L’invito, insomma, è a valutare alternative progettuali che favoriscano il mantenimento delle piante. L’amministrazione comunale, però, ha fretta: con una deliberazione approvata lunedì, la giunta ha disposto che il progetto esecutivo venga modificato escludendo di fatto tutta l’area davanti alla chiesa, che in una prima fase resterà con i marciapiedi sconnessi; verrà salvato anche un sesto tiglio, posto a pochi metri di fianco al lavatoio, come previsto già nel progetto originario.
Allo stesso tempo, si procederà con la sistemazione di via San Rocco e con l’eliminazione di 15 tigli. Nella stessa lettera la Soprintendenza ha auspicato «la conservazione delle alberature esistenti, doppio filare di 15 esemplari di tiglio apparentemente sani, in quanto parte di un sistema organico nel contesto urbano in cui risultano inserite», ma si tratta appunto di un auspicio: l’area non è vincolata e non sono alberi monumentali. L’indicazione del Comune è di abbatterli.
Se tutto andrà secondo i piani, dei 21 tigli per cui si sono mobilitati tanti cittadini i sei tra la chiesa di Sant’Eufemia e il lavatoio resteranno al loro posto, mentre i quindici di via San Rocco verranno tagliati nel corso dell’autunno.
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