Ospedale di Erba, la fuga dei medici: «Pagati meno del pubblico»

Erba Il sindacato Anmirs: «Non riceviamo indennità riconosciute ai colleghi Differenze di stipendi insostenibili dopo l’ultimo contratto collettivo»

Lettura 1 min.

Erba

La riunione di lunedì sera in municipio, e gli interventi del direttore generale Vincenzo Trovato e del direttore sanitario Riccardo Bertoletti, non convincono i medici dell’Ospedale di Erba. Per Maurizio Ferretto, rappresentante del sindacato Anmirs, «la chiusura del punto nascita è la punta dell’iceberg di una gestione che penalizza il personale medico, su cui grava il peso del servizio senza alcun riconoscimento economico adeguato».

Il personale medico dell’Ospedale di Erba ha appreso della chiusura del punto nascita dai giornali. «Questa notizia è giunta come l’ennesimo schiaffo ai professionisti e alla cittadinanza, dopo innumerevoli e ripetute rassicurazioni con cui i vertici avevano garantito che non vi fosse alcuna intenzione di procedere in tal senso. Che fiducia possiamo ancora avere in chi prende apertamente in giro i nostri medici?» chiede Ferretto.

Fino ad ora, prosegue il medico, «le rappresentanze sindacali e i lavoratori hanno dimostrato una pazienza incrollabile. Abbiamo partecipato a numerosi incontri istituzionali con spirito costruttivo, ricevendo in cambio soltanto promesse e nessun risultato concreto».

Punto nascita

Per Anmirs, il futuro del punto nascita - che dovrebbe chiudere il primo novembre, salvo colpi di scena - è solo una parte del problema. «Da mesi chiediamo invano il pagamento dell’indennità aggiuntiva per i turni di guardia notturna e per il pronto soccorso, un diritto già riconosciuto e corrisposto da tempo ai colleghi della sanità pubblica, che qui non trova risposta».

A questo si aggiunge «un divario retributivo ormai insostenibile: a seguito dell’accordo sull’ultimo contratto collettivo dei medici pubblici, i medici dipendenti dell’Ospedale di Erba sono sempre più penalizzati». Forse anche per questo, il tema è stato ampiamente dibattuto lunedì, per la direzione è difficile reclutare nuovi professionisti che sono attratti dal settore pubblico.

Nuova clinica privata?

Ferretto resta convinto che il fine ultimo sia trasformare l’Ospedale di Erba in una clinica privata. Una visione che tanto il direttore generale Trovato quanto il direttore sanitario Bertoletti hanno respinto con forza, ricordando gli importanti investimenti nell’ampliamento e nella modernizzazione del pronto soccorso, servizio pubblico per eccellenza in campo sanitario.

A scanso di equivoci, conclude il rappresentante di Anmirs, «ricordiamo che a fronte delle prestazioni erogate l’Ospedale di Erba riceve fondi pubblici nella misura del 75 per cento del fatturato e deve quindi rispondere ai bisogni della cittadinanza secondo le indicazioni previste da Regione Lombardia».

Lunedì al tavolo era presente anche Salvatore Gioia, direttore generale di Ats Insubria, che ha garantito un monitoraggio quotidiano sui servizi erogati dalla struttura erbese e di tutti gli ospedali convenzionati con Regione Lombardia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA