Punto nascita ad Erba, ecco perché chiude: «Pochi parti, non è più sicuro»

ll dibattito tra vertici dell’ospedale e gli amministratori convocato dal sindaco Caprani. Il direttore sanitario Bertoletti: «Deroghe concesse a chi non ha altre strutture vicine»

Lettura 1 min.

Erba

Il destino del punto nascita dell’Ospedale di Erba si conoscerà alla fine di ottobre, ma la chiusura sembra inevitabile. Lunedì sera, nel corso della riunione convocata dal sindaco Mauro Caprani in municipio, i direttori della struttura hanno spiegato perché il servizio verrà sospeso: sotto i 500 parti annui, lo dice la letteratura scientifica, la sicurezza non è garantita.

Sessanta presenti Alla riunione erano invitate 99 persone tra rappresentanti istituzionali, politici, funzionari e sindacati. In sala consiliare, alle 21, c’erano circa 60 persone: tolti i giornalisti e qualche spettatore, all’appello hanno risposto in quaranta. Sono seguite tre ore di dibattito, e fra tante parole non sono mancate le notizie.

Da settimane si parla di possibili deroghe alla soglia dei 500 parti, ma le deroghe - ha spiegato Riccardo Bertoletti, direttore sanitario dell’Ospedale di Erba - «sono previste per strutture che non hanno Il diretto altri ospedali vicini»: è quello che è accaduto a Sondalo, dove il reparto è stato mantenuto in vita per favorire gli abitanti dell’area montana. Lecco, Como e San Fermo della Battaglia sono invece facilmente raggiungibili dal territorio erbese. E ancora, ha chiarito l’assessore regionale Alessandro Fermi, «un deroga può essere presa in considerazione da Regione Lombardia solo a fronte di una richiesta della proprietà dell’ospedale, che incontreremo a Milano entro la fine del mese». Alla riunione parteciperanno anche l’assessore al welfare Guido Bertolaso e il sindaco Caprani.

Le prese di posizione Claudio Ghislanzoni ha ricordato la battaglia che Fratelli d’Italia sta portando avanti in queste settimane, insieme alla Lega e ai gruppi di centrosinistra, per salvare il punto nascita. Poi ha chiesto: «Diteci se siete disposti a chiedere una deroga alla Regione, investendo risorse per potenziare il punto nascita». Vincenzo Trovato, direttore generale dell’ospedale, ha detto di non poter rispondere: la scelta spetta alla proprietà, il gruppo Lifenet.

Il deputato Eugenio Zoffili ha allargato il discorso alle problematiche sollevate dai medici riguardo altri servizi e altri reparti. «Fino all’ultimo lotteremo per il punto nascita, in ogni caso questo diventerà un tavolo permanente di monitoraggio dell’Ospedale di Erba. Dalle difficoltà a prenotare alla mancanza di personale, i problemi sono molti» ha detto Zoffili. Il destino del punto nascita, in ogni caso, sembra segnato. I direttori Trovato e Bertoletti hanno giustificato la scelta partendo dai numeri e dagli studi scientifici: il direttore sanitario ha spiegato che sotto i 500 parti annui è difficile mantenere il giusto “allenamento” per fronteggiare le emergenze, è una questione di sicurezza per mamme e neonati.

Se i bambini sono sempre meno, in aumento è la popolazione anziana che richiede altre tipologie di servizi e di cure: su questo fronte gli investimenti non mancano, e proseguiranno. «È quello che è stato fatto con il pronto soccorso, recentemente allargato e potenziato» ha concluso Bertoletti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA