Restaurata a inaugurata la chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Barni. I lavori hanno riportato alla luce testimonianze artistiche che nessun abitante aveva mai visto

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Barni

Un vaso di fiori dipinto all’interno di una nicchia rimasta murata per circa trecento anni, un elegante decoro che corre lungo l’intera parete laterale e il volto di San Lucio che torna finalmente a splendere.

Sono alcune delle sorprendenti scoperte emerse al termine del restauro della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Barni, uno dei più preziosi edifici romanici del territorio, restituito alla comunità dopo un importante intervento conservativo.

I lavori, eseguiti dalla ditta Artemisia Restauro di Giuliano Maggioni e Ilaria Vannini, hanno riportato alla luce testimonianze artistiche che nessun abitante vivente aveva mai visto. Sulla parete sinistra è infatti emerso un raffinato apparato decorativo rimasto nascosto per almeno tre secoli, purtroppo interrotto dalla realizzazione della copertura in cemento. Ancora più sorprendente la riscoperta di una nicchia completamente chiusa, al cui interno è comparso uno splendido vaso di fiori affrescato, rimasto invisibile per generazioni.

Tra le opere recuperate c’è anche l’immagine di San Lucio, che dopo il restauro è tornata ad attirare fedeli e visitatori. Sono molti i cittadini di Barni che in questi giorni entrano nella chiesa per ammirare da vicino il santo, finalmente restituito ai colori originari.

Gli affreschi principali sono databili tra il XV e il XVI secolo, mentre il decoro della parete e la nicchia risalgono ai primi anni del Novecento. Durante la visita pastorale, San Carlo Borromeo segnalò le infiltrazioni dal tetto, chiedendo di intervenire sulla copertura e di riordinare l’intera chiesa, descritta nelle cronache come “tutta affrescata”. Fu in seguito realizzato il tetto in cemento che sostituì la precedente struttura lignea e che, inconsapevolmente, contribuì a cancellare o nascondere parte delle decorazioni oggi riscoperte.

L’inaugurazione ufficiale degli affreschi restaurati si è tenuta ieri sabato 27 giugno, appuntamento che ha aperto il programma della festa patronale dedicata ai santi titolari. Poi il concerto del Coro di Visino “Maria Mater Ecclesiae”, diretto dal maestro Giana.

Sabato sera durante l’inaugurazione, il parroco monsignor Giuseppe Morstabilini della Comunità Alta Vallassina che si occupa dei paesi da Asso fino a Barni ha spiegato: «Non inauguriamo semplicemente una chiesa, un edificio dopo il restauro, restituiamo alla comunità un luogo. Questa chiesa è un’opera d’arte e le sue pietre trasmettono da loro fede, uomini e donne che si sono privati magari del necessario per avere questa chiesa. Restaurare significa guardare il futuro senza dimenticare le nostre radici. Il primo lotto di lavori ha riguardato il tetto e le infiltrazione per 150mila euro ed è stato finito nel 2021, nel 2022 è partito il progetto per gli affreschi, lavori iniziati nel 2023 con finanziamenti attraverso il Pnrr, la Curia di Milano, i privati per un totale di 150mila euro».

Le celebrazioni sono proseguite oggi domenica con la Messa solenne, il tradizionale rito del faro, le iniziative per bambini e famiglie, il pranzo comunitario, le premiazioni del concorso “Barni nel Cuore” e, in serata, la tradizionale processione per le vie del paese. Il ricavato delle manifestazioni sarà destinato ai futuri restauri della chiesa, proseguendo quel percorso di valorizzazione che ha permesso di restituire alla comunità un patrimonio artistico e storico rimasto nascosto per secoli.

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