(Foto di bartesaghi)
Buccinigo Ieri sopralluogo di Carabinieri e magistrato. Prove con la carrozzina per ricostruire la dinamica. E per il suo peso la vittima non sembrava così autonoma
Lettura 1 min.Erba
Come mai la sedia a rotelle sulla quale era costretta Patrizia Monteleone, è stata trovata bagnata anche se fuori dall’acqua a bordo piscina? Chi l’ha tirata fuori? I dettagli, in un’indagine soprattutto se complicata, possono rivelarsi essenziali. E quello che, appunto, può sembrare solo un dettaglio potrebbe, invece, rivelarsi un elemento importante per ricostruire la dinamica della tragedia di domenica a Buccinigo.
Anche di quel dettaglio, ieri pomeriggio, si è sicuramente discusso nel corso del nuovo sopralluogo che si è svolto nella proprietà di Carmine Civitillo, l’ex marito della vittima. È nella sua piscina, in quella casa dove da alcuni mesi era tornata a vivere anche l’ex moglie Patrizia Monteleone, la donna (64 anni) che ha perso la vita nella mattinata di domenica. A Buccinigo erano presenti i Carabinieri del nucleo investigativo di Como, del Reparto operativo, gli esperti dei rilievi scientifici e il magistrato titolare dell’inchiesta in Procura, Alessandra Bellù. Oltre un paio di ore di accertamenti, verifiche, ricostruzioni, nel tentativo di verificare l’effettiva possibilità per la vittima di muoversi autonomamente dal letto - dove l’ex marito dice di averla lasciata, ancora addormentata, la mattina - fino a bordo piscina, dove teoricamente si sarebbe ribaltata con la sedia a rotelle finendo nell’acqua e annegando.
Tra i punti principali da verificare, la compatibilità per una donna che pesava 80 chili e che era paralizzata dalla vita in giù di spostarsi liberamente all’interno della casa prima e quindi nel giardino poi.
Il sopralluogo è iniziato nel primo pomeriggio. I Carabinieri hanno chiuso la stradina che porta fino all’ingresso della proprietà per evitare che qualcuno potesse avvicinarsi per osservare cosa veniva fatto oppure origliare cosa è stato detto, e di conseguenza le ipotesi al vaglio degli investigatori. Di conseguenza, considerato l’assoluto riserbo sui passi dell’indagine, non c’è conferma del fatto che per verificare la dinamica sia stata richiesto l’aiuto di una persona del peso della vittima, per farla muovere sulla sedia a rotelle e accertarsi così se effettivamente fosse in grado, la donna, di arrivare fino a bordo piscina da sola. Escludendo, così, che a portarla alla vasca piena d’acqua possa essere stata una terza persona.
Com’è noto la prima a ventilare la possibilità che Patrizia Monteleone possa non essere rimasta vittima di una disgrazia, è stata la figlia, Eleonora. Che sui social ha postato un messaggio nel quale lascia aperte due possibilità: quella dell’incidente, appunto, o quella ben più inquietante che a causare la morte della madre possa essere stato «qualcun altro», come ha scritto lei.
Dettagli, sfumature, accertamenti, verifiche. Per ora l’indagine prosegue così.
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