Sempre meno alunni: da Merone la proposta di un’unica scuola per sette paesi

Un solo istituto comprensivo per Lambrugo, Merone, Monguzzo, Anzano del Parco, Alserio, Alzate Brianza e Lurago d’Erba per affrontare con una struttura diversa le trasformazioni demografiche del territorio. È questo il senso della proposta illustrata dal sindaco di Merone Alfredo Fusi nel corso dell’ultimo consiglio comunale

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Merone

Una sola scuola per Lambrugo, Merone, Monguzzo, Anzano del Parco, Alserio, Alzate Brianza e Lurago d’Erba. Un solo istituto comprensivo per sette Comuni e 13 plessi, per affrontare con una struttura diversa il calo degli alunni e le trasformazioni demografiche del territorio. È questo il senso della proposta illustrata dal sindaco di Merone Alfredo Fusi nel documento dedicato al futuro dell’istituto comprensivo nel corso dell’ultimo consiglio comunale, documento deliberato. L’ipotesi è quella di arrivare, dall’anno scolastico 2027/2028, a una nuova autonomia scolastica attraverso l’accorpamento dell’istituto “Monsignor Pirovano” di Merone con l’istituto “Carlo Porta” di Lurago d’Erba.

Il progetto nasce da un percorso di confronto avviato negli anni scorsi e proseguito nel 2025 e nel 2026, con il coinvolgimento dei Comuni e delle istituzioni scolastiche. L’ultimo passaggio indicato dal sindaco risale al 3 agosto scorso, in collaborazione con la Provincia e l’Ufficio scolastico territoriale.

Il dato che spinge verso una programmazione diversa è soprattutto quello demografico. Nel suo intervento il sindaco ha messo nero su bianco il progressivo calo degli iscritti all’istituto comprensivo di Merone. Nel 2019/2020 gli alunni erano complessivamente 710. L’anno successivo erano scesi a 681, quindi a 658 nel 2021/2022 e a 623 nel 2022/2023. Nel 2023/2024 si è passati a 605 iscritti, nel 2024/2025 a 569 e nel 2025/2026 a 516. Per il prossimo anno scolastico, il dato previsto è di 493 studenti.

In sette anni scolastici, dunque, la popolazione dell’istituto si è ridotta di 217 alunni, pari a circa il 30,6% in meno rispetto al punto di partenza. Una discesa praticamente continua, senza inversioni di tendenza. E proprio questa prospettiva viene indicata dal Comune come uno degli elementi che rendono necessario anticipare gli effetti del cambiamento demografico anziché limitarsi a gestirli quando saranno ormai consolidati.

Il calo riguarda i diversi plessi. A Merone, la primaria “Mons. Anselmo Pirovano” passa dai 214 alunni del 2019/2020 ai 132 previsti nel 2026/2027. La secondaria di primo grado “Primo Grado – Aldo Moro” passa invece da 227 a 168. A Lambrugo, la primaria “Aldo Moro” scende da 112 a 77 iscritti. A Monguzzo, la primaria “Sandro Pertini” passa da 97 a 71, mentre l’infanzia “Luppis De Rammer” registra 45 bambini rispetto ai 60 del 2019/2020. Numeri che, complessivamente, fotografano una riduzione significativa della popolazione scolastica.

Il sindaco Alfredo Fusi insiste su un punto: «L’operazione non comporta la chiusura delle scuole di Merone. Nessun plesso, sarà chiuso, trasferito o soppresso. Le scuole resteranno nei rispettivi territori e continueranno a garantire i servizi alle famiglie. A cambiare sarà invece l’autonomia amministrativa e dirigenziale dell’istituzione scolastica».

La prospettiva, quindi, non è quella di ridurre la presenza scolastica locale, ma di riorganizzarne la gestione. «Una scelta che è il risultato di un percorso condiviso e che dovrà proseguire anche nella fase di attuazione, prestando attenzione alle esigenze delle famiglie, degli studenti e delle istituzioni scolastiche. Non possiamo limitarci a gestire il presente: dobbiamo programmare il futuro», è il principio espresso dal sindaco nella relazione. Per Merone, dunque, l’accorpamento viene presentato come una scelta preventiva di fronte al cambiamento demografico. La nuova organizzazione dovrebbe entrare in vigore dal 2027/2028.

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