Sos punto nascita. Oggi il maxi vertice con 99 convocati

Erba. Questa sera il tavolo organizzato dal Comune. Fra gli invitati il presidente della Regione Fontana, l’assessore Bertolaso e il sottosegretario Molteni

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Erba

Novantanove convocati in municipio per salvare il punto nascita dell’Ospedale di Erba. È lunga la lista degli invitati alla riunione di questa sera, convocata dal sindaco Mauro Caprani su richiesta del consiglio comunale: si va dal presidente regionale Attilio Fontana alle organizzazioni sindacali, ma resta da capire quanti si presenteranno in sala consiliare alle 21. Intanto i medici lanciano l’allarme: «Le criticità vanno ben oltre il punto nascita».Il tavolo di stasera è formalmente convocato dal sindaco, ma l’idea è del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che ha presentato una mozione firmata da Luisella Ciceri e Claudio Ghislanzoni, e della Lega, che con il deputato Eugenio Zoffili si è posta in prima linea in difesa del reparto.

L’obiettivo è discutere della chiusura del punto nascita, annunciata il 18 settembre con un comunicato congiunto dell’Ospedale di Erba e di Ats Insubria, e pianificare una strategia che porti a salvare il reparto di maternità anche se il numero annuo dei parti (320 nel 2025, 250 in proiezione per il 2026) è inferiore alla soglia dei 500 stabilita dalla legge nel 2015.La mobilitazione è imponente: scorrendo la lista degli invitati al tavolo, si contano 99 persone. I “pezzi grossi” sono il presidente regionale Attilio Fontana e gli assessori Guido Bertolaso (Welfare) e Alessandro Fermi (Università e ricerca), il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, i sottosegretari Alessio Butti (Presidenza del Consiglio) e Nicola Molteni (Interno).

Ci sono poi quattro consiglieri regionali (Anna Dotti, Marisa Cesana, Sergio Gaddi e Angelo Orsenigo), il presidente provinciale Fiorenzo Bongiasca e i 12 consiglieri di Villa Saporiti, il presidente della Comunità Montana Triangolo Lariano Danilo Bianchi, i sindaci di 42 Comuni del territorio, gli assessori e i consiglieri comunali erbesi. Chiudono il quadro rappresentanti della direzione generale welfare di Regione Lombardia e di Ats Insubria, l’ad di Lifenet Nicola Bedin, il direttore generale dell’ospedale Vincenzo Trovato e i rappresentanti di otto sigle sindacali. In vista della riunione, Anmirs - che rappresenta i medici dell’Ospedale di Erba - ha inviato una lettera-appello a gran parte dei partecipanti (in particolare a Bertolaso, ai consiglieri regionali, a Lifenet e ai sindaci del territorio erbese).

Negli ultimi due anni, si legge, si è arrivati «allo smantellamento del nucleo storico dei medici dipendenti, da sempre radicati nel territorio. La maggior parte di loro ha scelto di trasferirsi verso strutture pubbliche ed è stata sostituita da una galassia di liberi professionisti e “gettonisti” impiegati su turni variabili». Oggi reparti come «medicina, chirurgia, riabilitazione e radiologia riescono ancora a rimanere l’anima trainante del presidio», ma in altre unità operative «i medici dipendenti sono ormai ridotti al lumicino: è il caso di pronto soccorso generale, ortopedia, cardiologia, ginecologia e ostetricia, pediatria, anestesia e rianimazione, fino al laboratorio analisi e al centro trasfusionale».

Proprio la perdita di medici di riferimento, essenziali per le donne in gravidanza, avrebbe portato a un allontanamento delle pazienti dal reparto di maternità. I medici invitano a tenere sotto osservazione anche altri reparti, per evitare che la chiusura del punto nascita sia solo l’inizio: «Riteniamo inaccettabile che Regione Lombardia e Ats Insubria tollerino passivamente questo declassamento, chiediamo con forza di fermare questo declino».

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