Vandali ad Anzano: cartello e panchina divelti, cocci davanti alle scuole

Il Comune ha presentato denuncia contro ignoti

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Anzano del Parco

Una notte di vandalismi, con danni in tre diverse zone del paese, e una denuncia ai Carabinieri nella speranza di individuare i responsabili. Il Comune di Anzano del Parco passa alle vie legali dopo gli episodi avvenuti tra la tarda serata del 30 luglio e le prime ore del 31 luglio, quando ignoti hanno preso di mira arredi urbani, segnaletica e spazi pubblici, provocando danni quantificati in circa 1500 euro. A presentare querela è stato il vicesindaco, Lorenzo Salzano. Il primo episodio riguarda via Valera, dove è stato sradicato un segnale stradale, poi scaraventato in un prato a una cinquantina di metri di distanza. I danneggiamenti sono poi proseguiti in via Piave, nei pressi del parco pubblico e dell’ex lavatoio. Qui sono state infrante numerose bottiglie di vetro, tra cui bottiglie di Campari, lattine e bottiglie di birra. Non solo: sono state sottratte le ciotole e i birilli che delimitavano l’area cani ed è stata manomessa anche la porticina. La situazione più grave è stata però riscontrata in via Galgina, nella zona compresa tra la scuola primaria e quella dell’infanzia. Una panchina rossa è stata divelta e staccata dagli ancoraggi, risultando irrimediabilmente danneggiata. Sull’intera area sono stati inoltre sparsi frammenti di bottiglie di superalcolici, molte delle quali infrante proprio davanti all’ingresso della scuola dell’infanzia, mentre altre sono state lanciate contro la facciata della scuola primaria. Un episodio che ha creato particolare preoccupazione, considerando che il 31 luglio la scuola materna era aperta e i genitori hanno dovuto accompagnare i bambini facendo attenzione ai cocci di vetro disseminati lungo il percorso. Nella denuncia il vicesindaco evidenzia come nei luoghi interessati si ritrovino spesso gruppi di giovani e ritiene possibile che gli autori siano gli stessi frequentatori abituali delle aree. Salzano segnala inoltre la presenza di una telecamera nei pressi della scuola primaria, chiedendo che le immagini possano essere acquisite dagli investigatori, e richiama anche l’impianto di videosorveglianza dell’ufficio postale, dove i responsabili potrebbero essere transitati o aver parcheggiato i propri mezzi prima dei fatti.

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