Dal tornio alla programmazione: costruirsi una carriera a chilometro zero

La storia Davide Crisafulli ha valorizzato la passione per l’informatica. Contratto di apprendistato e da due anni programmatore in Saep

Lettura 1 min.

Villa Guardia

Dai banchi di scuola alle dinamiche di una vera produzione aziendale, fino a un impiego a pochi chilometri da casa. La storia di Davide Crisafulli, di Villa Guardia, è quella di un ragazzo che ha saputo trasformare il proprio percorso di studi in un’occasione concreta, anche attraversando le difficoltà della pandemia. Un legame profondo con il territorio e con l’istruzione tecnica, che mostra quanto la collaborazione tra scuola e impresa possa incidere davvero sul futuro dei giovani.

Il percorso all’istituto tecnico Magistri

Tutto prende forma tra le aule dell’istituto tecnico Magistri Cumacini, dove Davide sceglie l’indirizzo informatico dopo un open day che gli apre gli occhi. «Quando ho visto quei laboratori, ho capito che era la mia strada», racconta. Si diploma nel 2021, ma il suo primo vero contatto con il mondo del lavoro nasce proprio nel periodo più complesso: quello del Covid e della conseguente emergenza sanitaria. La scuola e il Gruppo Saep decidono di non fermarsi e portano online il progetto Saep for school, trasformando un limite in un’opportunità.

L’iniziativa, ideata dalla responsabile delle risorse umane Laura Rusconi insieme alla docente Francesca Liveriero, prende vita attraverso il workshop Enterprise, una simulazione che mette in competizione le classi quinte. Davide e i suoi compagni si ritrovano a gestire un’azienda manifatturiera virtuale, con reparti reali: acquisti, vendite, marketing, magazzino. Nel pomeriggio, da casa, lavorano online per ideare soluzioni informatiche in grado di migliorare la produttività. «Ci sembrava di essere davvero in azienda, con scadenze e responsabilità», ricorda. Tra le idee più brillanti e originali sviluppate dal suo team spunta un innovativo tappetino refrigerante e riscaldante per uso personale, frutto di un lavoro di squadra sorprendentemente maturo.

L’esperienza in Saep costruita a scuola

Dopo il diploma, Davide decide di non proseguire con l’università e si concede un breve periodo sabbatico. Una scelta breve: presto sente il bisogno di rimettersi in gioco e trova subito lavoro come operaio metalmeccanico. Per un anno e mezzo impara a usare il tornio, a leggere i disegni tecnici, a misurare con precisione. Un’esperienza formativa che gli insegna molto e lo aiuta a comprendere che l’informatica è, però, la sua vera vocazione.

Così si candida proprio in Saep, la software house comasca che aveva conosciuto durante il progetto scolastico. L’azienda riconosce in lui un potenziale e gli propone uno stage di sei mesi per formarlo secondo le proprie logiche. Davide accetta la sfida, pur affrontando anche il sacrificio economico del passaggio da uno stipendio da operaio a un rimborso per lo stage. La scelta si rivela vincente: dopo soli tre mesi l’azienda decide di interrompere lo stage per proporgli subito un contratto di apprendistato della durata di tre anni.

Oggi lavora da due anni come programmatore informatico junior, occupandosi di assistenza e sviluppo dei sistemi gestionali aziendali. In azienda ha ritrovato molti ex compagni della Magistri Cumacini — da cui proviene gran parte del personale informatico di Saep — e si muove in un ambiente sereno, innovativo, che gli permette di crescere professionalmente senza rinunciare alle sue passioni: il calcio e i viaggi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA