Calano i flussi di migranti al confine

Svizzera A Chiasso dimezzati gli interventi di polizia ai centri d’asilo, dai 68 del 2025 ai meno di 30 dell’anno in corso. Minore pressione migratoria sulla frontiera sud. Netta diminuzione di furti, risse e casi di ubriachezza

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La notizia potrebbe anche non suscitare di primo acchito grande interesse eppure ha una sua rilevanza anche nelle dinamiche di confine. Questo perché il Municipio di Chiasso - rispondendo a un’interrogazione a tema - ha ufficializzato il fatto che dallo scorso anno ad oggi sono letteralmente crollati gli interventi della polizia comunale sul territorio di Chiasso riguardanti persone alloggiate presso i centri federali d’asilo. Interventi che nel 2025 erano stati 68, mentre nell’anno in corso non hanno raggiunto quota 30. Ciò significa che Chiasso dopo le tensioni dell’estate 2024 ha trovato un suo equilibrio in fatto di pacifica convivenza tra richiedenti asilo e residenti, che nel contempo testimonia come la pressione lungo la frontiera “sud” - che chiama in causa direttamente il nostro territorio - si sia progressivamente allentata.

Le richieste di asilo scese del 18%

A supporto di questa tesi ci sono anche i numeri delle richieste d’asilo registrate nel mese di luglio dalla Sem (la Segreteria della Migrazione) sul territorio federale. Richieste che sono di mese in mese diminuite sino a raggiungere un calo nei primi sette mesi dell’anno - il raffronto è tra il mese di luglio 2025 e lo scorso mese di luglio - del 18%. Ciò significa che la Segreteria della Migrazione ha preso in esame nell’anno in corso quasi 2500 richieste in meno rispetto all’analogo periodo del 2025.

Tornando ai dati contenuti nell’interrogazione, cui ha prontamente risposto il Municipio di Chiasso, i principali interventi di polizia hanno riguardato il fenomeno dei furti, anche se sette interventi rappresentano comunque un campanello d’allarme minimo. Analogo discorso per il problema sensibile dell’ubriachezza molesta, con gli interventi che sono scesi da quattordici a quattro. Praticamente azzerate le risse.

Il centro di Pasture chiuso da giugno

«La situazione è costantemente monitorata dalla polizia comunale e lo scambio di informazioni e la collaborazione con i vari partner, tra cui la Segreteria della Migrazione, sono regolari», ha fatto sapere il Municipio. L’altro tema di stretta attualità riguarda il centro per richiedenti asilo di Pasture, che ha assorbito anche i richiedenti asilo precedentemente ospitati nell’altro Centro, quello di via Motta, chiuso dalla Sem e al momento senza una data certa per la riapertura. La struttura, complice il calo di ingressi illegali sul territorio federale (a cominciare da quelli della frontiera “sud”), è stata chiusa a partire da metà giugno insieme ad altri cinque centri sparsi per il territorio federale.

Al momento non vi sono elementi per cui sia da ritenere imminente una riapertura e questo testimonia la situazione tutto sommato tranquilla che si sta vivendo lungo la linea di confine, con il nostro territorio nel ruolo di spettatore interessato a queste dinamiche, dato anche quanto accaduto nell’estate e nei primi mesi dell’autunno del 2016, quando oltre 600 migranti aveva cercato di entrare a più riprese in Svizzera attraverso il passaggio diretto garantito dalla stazione ferroviaria di Como San Giovanni. Nell’interrogazione viene anche evidenziato il fatto che i Municipi di Chiasso, Balerna e Novazzano hanno stretto un’importante alleanza sul tema dei richiedenti asilo, istituendo un dialogo proficuo con le autorità competenti, in primo luogo con la Segreteria della Migrazione. Dialogo che potrebbe essere esteso in caso di necessità anche al nostro territorio. Al momento però, come anticipato, la situazione sul fronte degli ingressi illegali in Svizzera pare sotto controllo.

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