Fenomeni estremi e siccità, alleanze lungo il confine

Disastri. Grandinate come quella dello scorso 9 giugno non conoscono frontiere, così come il gran caldo di quest’estate. La Regio Insubrica potrebbe essere un partner istituzionale, per estendere la collaborazione anche ad altri temi

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Meteo e (in generale) clima potrebbero essere due validi argomenti su cui stringere alleanze tra territori di confine, sul modello di quanto pensato - ma mai attuato - per il personale sanitario soprattutto in occasione della prima violenta ondata di contagi, nella primavera del 2020. Questo perché per forza di cose grandinate come quella dello scorso 9 giugno non conoscono frontiere - grandinata che dal Mendrisiotto si è allungata sino alla nostra cintura cittadina - e per diretta conseguenza anche la siccità non può certo individuare nella “ramina” (così è chiamata in Ticino la rete di confine) una barriera insormontabile.

Già svolti alcuni interventi in sinergia

Il Mendrisiotto e il Basso Lario (Cernobbio e Maslianico in particolare) potrebbero rappresentare un’ottima palestra per sperimentare iniziative comune in chiave anti-siccità, tenendo il corso del Breggia - torrente che attraversa dieci Municipi, sei ticinesi e quattro comaschi, capoluogo incluso - come trait d’union. In questo contesto, il Basso Mendrisiotto ha già fatto scattare il “livello 1” di siccità, con annessi primi divieti, dal classico lavaggio delle automobili al riempimento delle piscine, mentre l’irrigazione di giardini e aree verdi è al momento consentita tre volte alla settimana. Anche i nostri Comuni hanno adottato ordinanze in cui si obbliga e invita - a seconda delle situazioni dei bacini - ad un uso parsimonioso dell’acqua. Perché dunque non unire le forze su un tema concreto che interessa entrambi i territori? In questo contesto, la Regio Insubrica potrebbe rappresentare un ottimo partner istituzionale. Collaborazione che varrebbe la pena estendere anche ad altri temi di stretta attualità, come la prevenzione del dissesto idrogeologico. Il ricordo va al 27 luglio 2021, quando il Breggia aveva superato i livelli di guardia su entrambi i lati del confine, esondando (con annesso corollario di paura) a Maslianico e sfiorando il ponte all’ingresso di Cernobbio, che di fatto segna il confine naturale con Como. Proprio lungo il corso del Breggia, Ticino e Regione Lombardia hanno sperimentato un’interessante collaborazione, cofinanziamento nel maggio dello scorso anno un intervento finalizzato al risanamento dell’erosione spondale.

Opere che hanno interessato anche una briglia e un muro d’ala, in località Pizzamiglio, al confine tra i Comuni di Como e Maslianico e la municipalità ticinese di Vacallo. L’intervento - altro elemento di interesse - è stato interamente realizzato dal Consorzio manutenzione arginature del Basso Mendrisiotto, che si è reso disponibile ad operare anche sul lato italiano della frontiera. Regione Lombardi - attraverso l’assessore ai rapporti con la Confederazione svizzera, Massimo Sertori - ha definito questa iniziativa “un modello concreto di collaborazione tra territori che si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione transfrontaliera”. Perché dunque non inserire anche il clima o progetti comuni per limitare l’impatto di eventi meteo sempre più marcati nel novero di questa collaborazione? TIcino e Lombardia stanno vivendo un momento difficile dei rapporti di confine, dopo il blocco del 50% dei ristorni deciso dal Governo di Bellinzona, nel frattempo investito dallo tsunami (per rimanere in tema) del “caso Zali”, con cambio della guardia alla presidenza dell’esecutivo. Un progetto rivolto alle rispettive popolazioni con connotati comuni potrebbe rasserenare - altra citazione a tema - gli animi e garantire così una collaborazione duratura che vada al di là dei buoni propositi dettati dalla politica.

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