Meteo Svizzera dà l’allarme: siccità e costi alle stelle
Dopo l’estate rovente, in arrivo un autunno con temperature ben al di sopra della media (oltre i 18°C in Ticino). Conto salato tra crisi idrica nei Comuni, aumento dei trasporti e impatto dell’inflazione sulle famiglie
Lettura 2 min.L’estate più calda di sempre (il copyright è di Meteo Svizzera) dovrebbe trovare oggi un degno antagonista nella perturbazione con cui, almeno al sud delle Alpi, la quarta e prolungata ondata di caldo torrido saluterà l’area transfrontaliera, dopo che domenica pomeriggio è bastato un temporale per creare danni e apprensione a Lugano. La domanda che sorge spontanea è ora quella - più che pertinente - su che autunno ci attende, visti i problemi di approvvigionamento idrico e impennata dei costi (non da ultimo quello del carburante, complice il Reno ai minimi storici, con il costo di trasporto del carburante decuplicato) che questa assolata estate ci ha lasciato in dote.
Il climate change rischia di bruciare fino al 4% del Pil
Una sua idea in proposito Meteo Svizzera se l’è già fatta e l’ha formalizzata al sempre attento quotidiano svizzero tedesco “Blick”. Il concetto di fondo è che sulla scia di queste quattro ondate di caldo torrido anche l’autunno si prospetta con temperature sopra la media. Per il Ticino - realtà speculare al nostro territorio per quel che concerne diverse zone, dal Mendrisiotto alla Valle di Muggio - la temperatura media dovrebbe attestarsi attorno o superiori ai 18 gradi, dunque al di sopra della media del periodo. Secondo “Blick” che più volte ha citato direttamente Meteo Svizzera l’autunno dovrebbe dunque risultare mite, con altissime probabilità che la colonnina superi i valori medi registrati non solo negli ultimi anni. Un campanello d’allarme che va tenuto nella debita considerazione, considerato che l’estate avrà quale conseguenza non troppo rassicurante una decurtazione delle risorse idriche sia quelle comunali che quelle degli alpeggi, in Ticino parte integrante del “dna” del Cantone. Di mezzo c’è sempre il riscaldamento globale, che non fa dormire sonni tranquilli neppure a fine estate.
Che fare dunque? Le città anche in Ticino sembrano attrezzarsi per prevenire estati sempre più calde ed a questo punto autunno oltre le medie sin qui rilevate. La città di Bellinzona (ne diamo conto all’interno) ha deciso di promuovere dodici linee-guida per lo sviluppo del verde urbano. Lo ha fatto con il chiaro obiettivo di “raffreddare” - quanto alla temperatura, non certo per i rapporti umani - lo spazio urbano. E per rendere appieno il concetto in piazza del Sole, il salotto “buono” della città dei Tre Castelli, è stata inaugurata un’installazione itinerante dal titolo esplicativo “Co2”. L’obiettivo è legato al concetto che la città “è ecosistema vivente, condiviso con alberi, animali, acqua, suolo e una straordinaria moltitudine di forme di vita”.
Sicuramente si tratta di un primo importante passo verso un futuro in cui bisognerà convivere con queste stagioni che sfuggono ai canoni del passo. Anche perché su un punto tutti sono concordi e cioè che il cambiamento climatico peserà sui conti delle imprese e così sui bilanci delle famiglie, a cominciare da quel ceto medio per il quale già oggi il “caro vita” rappresenta un’incognita non di poco conto. L’estate 2025, per citare un paragone calzante, ha presentato un conto per l’Unione Europea pari a 40 miliardi di franchi. Realtà quella del Vecchio Continente con cui la Svizzera dialoga quotidianamente e dalla quale in parte dipende. Proteggersi dai cambiamenti climatici diventa dunque una priorità anche per la vicina Confederazione, che nel frattempo sta cercando di capire quando queste nuove dinamiche andranno ad incidere sul Pil. Secondo alcuni addetti ai lavori, il riscaldamento globale potrebbe arrivare a toccare il 4% del Pil annuo. Un dato che non fa certo dormire sonni tranquilli.
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