Primo agosto d’incertezze «I dazi Usa ci penalizzano»

L’intervista. Sabato Lugano vestirà l’abito buono per celebrare per la festa nazionale, con l’atteso spettacolo pirotecnico. Foletti: «Cittadini preoccupati per eccessiva immigrazione. Ristorni? Dinamiche che non migliorano i rapporti»

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«Affrontiamo la festa nazionale con il consueto piglio, ma anche con qualche incertezza in più, data l’attuale situazione geopolitica piuttosto intricata». La lunga chiacchierata con il sindaco di Lugano Michele Foletti prende le mosse da qui. Sabato la ricca cittadina ticinese affacciata sul Ceresio vestirà l’abito buono per celebrare il 1° agosto, con l’atteso spettacolo pirotecnico denominato “Sinfonia di Luce” che dalle 22.30 richiamerà anche tanti spettatori comaschi.

Per le celebrazioni impegnato tutto l’esecutivo di Berna

Quanto parla di situazione geopolitica piuttosto intricata il riferimento è ai dazi al 12,5% imposti dal Governo Trump alla Svizzera?

Il presidente americano Donald Trump ci penalizza un’altra volta coi dazi. Mi riferisco anche alla politica interna considerato che la recente iniziativa popolare “No ad una Svizzera da 10 milioni” ha mostrato una Confederazione divisa in due. Una divisione piuttosto accentuata soprattutto tra Svizzera romanda e Svizzera tedesca. E’ evidente la preoccupazione dei nostri cittadini rispetto ad un’eccessiva immigrazione. Dunque alle porte c’è un 1° agosto non così sereno come tanti altri anni.

Aggiungiamo un ulteriore elemento di riflessione con la decisione sul fil di lana del Governo ticinese di bloccare il 50% dei ristorni destinati all’Italia. Qualcuno ha parlato di tsunami, viste le difficoltà che i Comuni di confine, soprattutto i più piccoli, avranno nel chiudere i bilanci. Sicuramente si tratta di un segnale politico importante nei rapporti di confine. Come giudica questa vicenda?

Si tratta di una vicenda che vede in contrapposizione il Ticino con il Governo federale. E’ in atto una disquisizione sull’interpretazione politica dell’accordo bilaterale tra Svizzera e Italia. Il dato oggettivo è che queste dinamiche non migliorano in alcun modo i rapporti tra il Ticino e la Confederazione. Non mi sembra per contro che con Regione Lombardia per contro siano accaduti grossi inghippi. Da quel che mi è parso di capire peraltro Regione Lombardia non ha ancora definito la modalità di prelievo di questa imposta o tassa sul reddito dei “vecchi” frontalieri per finanziare un adeguamento dei salari degli operatori sanitari.

A proposito di festa nazionale del 1° agosto, come sta andando la stagione turistica a Lugano?

Turisticamente stiamo andando bene. Gli ultimi dati confermano che a Lugano c’è un incremento dei pernottamenti turistici. Quindi, il giudizio al momento è positivo, con qualche problema che invece a che vedere con i ristoratori, che si lamentano. Per contro dagli albergatori giungono segnali più che incoraggianti. Anche il mese di agosto dovrebbero riservare buoni soddisfazioni per quel che concerne i pernottamenti.

Sabato sera (1° agosto) dunque alle 22.30 i fuochi d’artificio che tanto piacciono anche ai comaschi illumineranno il Golfo di Lugano. Eppure anche gli spettacoli pirotecnici a stretto giro finiranno sotto la lente degli elettori svizzeri attraverso una consultazione popolare. Insomma votate proprio sugli argomenti più disparati?

La domanda non mi sorprende. Rispondo dicendo che in Svizzera siamo andati a votare anche sulle corna delle vacche qualche anno fa. Questo è il pregio della Svizzera, dove non c’è bisogno di introdurre grossi sistemi partecipativi per coinvolgere i cittadini nelle decisioni in quanto la nostra Costituzione lo prevede già sia con le iniziative che con i referendum. Segnalo - per la cronaca - che i fuochi d’artificio del 1° agosto non sono comunque messi in discussione da questa iniziativa popolare. Quella del 1° agosto per noi svizzeri è una festa assolutamente radicata. E’ dal 1993 che il 1° agosto è festa in tutta la Svizzera. La singolarità di questo compleanno sta nel fatto che ogni piccolo paese organizza la propria festa.

Festa di popolo che vedrà impegnato al gran completo il Governo di Berna. Il tutto a meno di un anno e mezzo dalle elezioni federali.

Festa di popolo e di Comuni. Sì tutti e sette i consiglieri federali saranno impegnati sin dal 31 luglio sera (domani sera, ndr.). Ognuno di loro terrà da due a quattro discorsi nel giro di ventiquattro ore in tutta la Svizzera. E’ la dimostrazione di uno Stato federalista e non di uno Stato centralista. Sottolineatura questa su cui pongo l’accento. Penso ad esempio alla festa nazionale francese dove c’è la grande parata sugli Champs-Élysées e dove tutto di fatto è concentrato a Parigi. In Svizzera no. Il 1° agosto è una festa dei cittadini e dei loro Comuni.

Sarebbe stata anche l’occasione per festeggiare la vittoria nell’appassionante competizione della “Capitale svizzera della cultura 2030”. Invece non è andata come speravate. Il verdetto vi ha deluso?

Un po’ di delusione c’è e oggettivamente non ho capito bene come sia maturata la decisione finale da parte di questa Fondazione. E’ chiaro che alla fine dobbiamo accettare il verdetto e fa piacere che sia stato più volte rimarcato come Lugano è una città culturalmente già conosciuta, mentre Aarau sotto questo profilo era praticamente sconosciuta a una larga parte di cittadini svizzeri. Vedremo se impegnarci in una nuova candidatura. Sarà una valutazione che effettueremo prendendoci tutto il tempo necessario per decidere il da farsi, di concerto con i nostri partner, vale a dire Mendrisio e Locarno.

Nella corsa alla candidatura a “Capitale svizzera della cultura 2030” avevate chiesto un assist istituzionale anche a Como e Varese. Tornerete a bussare alle porte dei due sindaci?

Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto il rapporto di valutazione, che ora analizzeremo nel dettaglio. Poi soprattutto vedremo come andrà il prossimo anno l’esperienza a Chaux-de-Fonds (Comune del Canton Neuchatel), dove da quel sento ci sono già malumori e questioni di difficile soluzione. Vediamo di capire come funziona la prima edizione della Capitale della cultura dopodiché valuteremo che strada intraprendere”.

A proposito di novità, ha debuttato il nuovo stadio a Lugano, peraltro con una doppia vittoria del Lugano di mister Mattia Croci Torti sia in Conference League che in Super League. Un debutto niente male dunque per l’Ail Arena?

So che anche a Como il nuovo stadio è una priorità e mi dicono che i lavori per realizzare la nuova curva procedono celermente. Anche noi abbiamo vissuto più di una traversia per realizzare il nuovo stadio e domenica (prima della partita contro il Vaduz, vinta 2 a 1) si è tenuta la cerimonia di inaugurazione. Per la Conference League avrei sperato in una vittoria più rotonda nel risultato. Il nostro progetto per il nuovo stadio è iniziato nel 2011 con il concorso d’architettura. Lo abbiamo inaugurato domenica. Sono trascorsi quindici anni dalla prima idea progettuale all’inaugurazione. Ce l’abbiamo fatta.

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