(Foto di archivio)
Tra i nodi più congestionati rientra la A2, l’autostrada dei frontalieri, ma anche il Gottardo è un problema
Lettura 2 min.Quello delle code non è un problema solo ticinese. Potrà sembrare una magra consolazione, ma è così.
Gli ultimi dati hanno evidenziato che un po’ tutta la Svizzera deve fare i conti con “imbuti” viabilistici che fanno perdere (tanto) tempo e pazienza. La scorsa settimana il report sull’andamento della viabilità sulle strade nazionali ha certificato come nel 2025 i nostri vicini svizzeri hanno trascorso oltre 68 mila ore in code. Un dato che rispetto alla rilevazione del 2024 ha subito un ritocco al rialzo del 20%. Il Ticino in questo contesto c’entra attraverso l’A2, che da Basilea a Chiasso risulta essere uno dei nodi più congestionati della Svizzera. A2 che si prepara nel frattempo ad un altro fine settimana all’insegna dei grandi numeri, con i fine settimana che avranno la costante dei 10 chilometri di coda (per rimanere in tema) al portale nord del Gottardo, con il picco - sopra i 15 chilometri - atteso per l’ultimo week end di luglio.
Sempre il Touring Club Svizzero ha fatto sapere che il gran caldo delle ultime settimane (l’allerta “canicola” proseguirà almeno sino a lunedì) ha modificato alcune delle abitudini dei campeggiatori, che nel 67% dei casi guardano ancora con grande interesse a mete come l’Italia (raggiungibile dal nord delle Alpi attraverso la nostra A9) e la Spagna, ma che ora cercano refrigerio verso il nord Europa. Prova ne sia che dal 2023 la richiesta di vacanze in campeggio in Scandinavia durante i mesi estivi è aumentata del 68%.
Tornando alla stretta attualità ticinese e comasca una possibile soluzione è rappresentata dal car pooling. In questo contesto, va registrato il nobile tentativo di tre Comuni con una forte presenza di lavoratori frontalieri - Chiasso, Balerna e Novazzano - di unire le forze dentro il progetto “MomòRide”, che in pochi mesi ha già riunito venticinque equipaggi e oltre duecento iscritti, con un occhio attento anche alla solidarietà. Si tratta di un primo passo, ma che quantomeno certifica la volontà di modificare col tempo una situazione prossima al collasso. Questo perché non passa giorno senza che ai valichi vengano registrate code e tempi d’attesa spesso infiniti e il discorso non vale solo per Chiasso-Brogeda. Di tanto in tanto peraltro il tema del traffico spunta - sotto forma di mozione o proposta - sullo scranno di qualche deputato, salvo poi inabissarsi per mesi. È il caso della “tassa di transito”, la cui applicazione sembrava imminente ad aprile dopo i 21 chilometri di coda al Gottardo registrati dopo il lungo fine settimana di Pasqua e che invece da un giorno all’altro è sparita dai radar della politica.
«La tassa di transito? Una priorità» aveva titolato “Il Mattino della Domenica” dando per certo l’accordo politico sulla sua applicazione raggiunto a Berna. Così non è stato e il balzello destinato al traffico parassitario - cioè a chi attraversa la Svizzera senza sostarvi - al momento è stato derubricato a semplice slogan. E’ probabile che l’iniziativa torni in auge nei prossimi mesi, perché in vista delle elezioni ticinesi (ad aprile) e di quelle federali (ad ottobre) tutto torna utile e tutto fa notizia. I nostri frontalieri non sono interessati da questo dibattuto argomento, ma certo gli Stati confinanti guardano con curiosità a quanto deciderà il Governo di Berna, stretto tra le aspettative del centro-destra e i rapporti - da mantenere solidi - con l’Unione europea. Decisione non facile dunque quella che attende l’esecutivo federale.
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