Tremezzina e Gottardo: una Lezione dalla Svizzera
Sul lago tempi infiniti, il raddoppio del tunnel autostradale ha otto mesi di ritardo, ma la consegna resta nel 2030. Intanto avanzano i rilievi per il risanamento del tunnel esistente, la cui riqualificazione si concluderà nel 2033
Lettura 2 min.E’ forse per il fatto che il vocabolo ritardi è entrata nel lessico dei lavori della variante della Tremezzina talmente in fretta che la notizia degli otto mesi - di ritardo - accumulati dai lavori del “secondo tubo” autostradale del Gottardo (9,8 i chilometri della nostra variante, 17 i chilometri del “secondo tubo”) è parsa un annuncio destinato a non lasciare traccia. Tanto che l’Ustra (l’Ufficio federale delle Strade) ha posto l’accento più sulle migliaia di persone che hanno partecipato alla giornata delle “porte aperte” in calendario sabato scorso che agli imprevisti intercorsi durante i lavori di scavo.
Oltre confine si punta a recuperare il tempo perduto
Ustra che peraltro ha rassicurato politica e cittadini sul fatto che la fine lavori resta confermata nel 2030, vale a dire tre anni prima del taglio del nastro della variante della Tremezzina, ad oggi (ri)fissato da Anas ad aprile 2031. Ciò significa che i lavori delle due infrastrutture stradali - iniziati l’uno a distanza di due mesi dall’altro (settembre 2021 per il “secondo tubo” del Gottardo, novembre 2021 per la variante della Tremezzina) - termineranno con un anno di differenza l’una dall’altra con la differenza sostanziale che il “secondo tubo” del Gottardo è lungo quasi due volte la nostra variante. Sul fronte dei lavori al Gottardo, come rimarcato dal portavoce dell’Ufficio federale delle Strade Eugenio Sapia, «la parte sud ha di poco superato il 7%, mentre a nord si è arrivati al 60%». Questo per dire che i problemi sono concentrati in Ticino.
I ritardi in cui è incappato il portale sud del Gottardo stanno tutti nel fermo controllato della fresa meccanica a piena sezione, nota con l’acronimo di “Tbm”. Frase che invece non approderà nel cantiere della variante della Tremezzina seppur inizialmente annunciata per dar manforte allo scavo della galleria di servizio “Comacina”, lunga 3,5 chilometri. La fresa al Gottardo è ora ripartita e l’Ustra di concerto con la direzione del cantiere sta valutando le adeguate contromisure per recuperare parte del tempo perso. Le sfide per il “secondo tubo” non sono finite qui. Perché ora si sta ragionando su come ottimizzare i tempi per l’ampliamento delle centrali di ventilazione sotterranee, visto che quelle esistenti non riescono ad assorbire le necessità dell’attuale tunnel autostradale del Gottardo (inaugurato il 5 settembre 1980) e così quelle del “secondo tubo”. Tecnicamente entrambe le gallerie saranno percorribili dal 2033, una volta che sarà riqualificato anche l’attuale tunnel stradale che coi i suoi 17 chilometri rappresenta il principale collegamento tra il nord ed il sud delle Alpi.
Di fatto i lavori preliminari di risanamento dell’attuale tunnel stradale sono già iniziati, procedendo di pari passo con lo scavo del “secondo tubo”.
Una volta che entreranno nel vivo (dal 2030) questi lavori - tecnicamente complessi - contemplano più livelli di intervento. La soletta intermedia e i rivestimenti laterali, ad esempio, saranno completamente smantellati e sostituiti. Il progetto stradale potrà così essere ottimizzato. Il sistema di smaltimento delle acque sarà convertito da sistema misto a separato, consentendo la canalizzazione distinta delle acque pulite di montagna e le acque provenienti dalla carreggiata. L’Ustra ha infine rimarcato che «in caso di incidenti o interventi di manutenzione, una canna potrà essere chiusa mentre il traffico continuerà a scorrere in entrambe le direzioni attraverso l’altra. Così nascerà un efficiente sistema globale della galleria del San Gottardo».
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