Variante Tremezzina già in ritardo. Non si finirà per le Olimpiadi 2026

Nel Comasco Nonostante la chiusura di quattro mesi della Regina per fare i lavori preliminari non è ancora ufficialmente partito il count down per l’attesa strada a lago da Colonno a Griante

Qualcuno potrebbe obiettare che un paio di mesi di ritardo nei confronti di un’opera attesa da trentasei anni - considerato che il primo progetto per i lavori “di ammodernamento del lotto Argegno Colonno Menaggio” della statale Regina risale all’ottobre del 1986 (a firma dell’ingegner Giovanni Da Rios) - potrebbero essere rubricati alla stregua di un battito di ciglia. E non si tratta di un argomento peregrino. Eppure, se vista da un’altra angolazione, la dibattuta vicenda della variante della Tremezzina, mese dopo mese, ha assunto i toni della storia infinita.

Il dato oggettivo è che ad oggi non è stata ancora formalizzata - da parte di Anas - la consegna totale dell’opera da 369 milioni di euro. Per diretta conseguenza, i cinque anni e due mesi per arrivare al taglio del nastro dell’infrastruttura di gran lunga più attesa del territorio e destinata a collegare lungo 9,8 chilometri Griante con Menaggio non sono ancora scattati.

Il perché di questa (nuova) attesa sta nel fatto che Anas deve ultimare la verifica ai fini della validazione del progetto esecutivo. Verifica che viene svolta internamente, senza dunque ricorrere a professionalità esterne. Si pensava di poter chiudere iter e vicenda entro il 5 aprile, data in cui la Regina ha riaperto i battenti dopo quattro mesi (e una settimana) di chiusura al traffico per la “fase uno” dei lavori in quel di Colonno.

Così però non è stato. Ora Anas ha indicato durante i lavori del Tavolo di Coordinamento sulla variante - presieduto dal prefetto Andrea Polichetti e dal presidente provinciale Fiorenzo Bongiasca - inizio luglio come data ultima (si spera) per la consegna totale dei lavori al Consorzio Stabile Sis.

Da questa appendice tecnico-amministrativa (ricordando che di mezzo ci sono “fattori esterni” come l’importante aumento del costo dei materiali), si può trarre una prima conclusione e cioè che la variante della Tremezzina non potrà essere consegnata entro febbraio 2026, data in cui Milano ospiterà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi 2026, che si disputeranno sul solido asse che vede al capoluogo meneghino affiancate Cortina e, alle nostre latitudini, la Valtellina.

Calendario alla mano, la variante della Tremezzina non sarà (ad oggi) ultimata prima dell’inizio del 2028, il che significa che dal primo atto ufficiale citato poc’anzi - ovvero il progetto dell’ingegner Da Rios datato ottobre 1986 - saranno trascorsi ben 42 anni. Ciò non toglie che ad eccezione della settimana di ritardo con cui la statale Regina è stata riaperta al traffico in quel di Colonno - Anas ha tenuto le “carte coperte” sino a due ore prima dell’annuncio ufficiale di ulteriori sette giorni di stop, comunicato al Tavolo di coordinamento sulla variante -, i lavori al portale sud stanno procedendo, con i due imbocchi (quello della galleria principale e quello della galleria di servizio) ormai delineati e con le prime “volate” tramite esplosivi all’imbocco nord del salto di montone (o galleria di svincolo) di fatto dietro l’angolo.

Risulta però evidente che senza la consegna totale dei lavori, si sta procedendo a ranghi ridotti e soprattutto senza certezze per il cronoprogramma definitivo dell’intervento, che vedrà comunque il cantiere interfacciarsi con la viabilità ordinaria anche in corrispondenza del portale nord di Griante, ubicato in località Ca’ bianca, non distante dal confine con Menaggio. Portale le cui opere - al contrario di quanto avvenuto a Colonno - non comporteranno nuove chiusure della statale.

L’augurio che al prossimo Tavolo di coordinamento sulla variante (da ricordare la richiesta del prefetto Andrea Polichetti di avere un quadro dettagliato di orari e direzione di marcia dei mezzi pesanti impiegati nel cantiere di Colonno), Anas possa finalmente dare l’annuncio dell’avvenuta consegna totale dei lavori o quantomeno della data in cui sarà scritta la parola fine su un iter travagliato, che ad un certo punto sembra aver imboccato (tanto per rimanere in tema) una strada senza vie d’uscita.

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