Vai Como, avanti così: oggi contro il Sassuolo dopo l’apoteosi in Champions
LA PARTITA Oggi alle 15 di nuovo in campo al Sinigaglia. Azzurri con cinque assenze, ma sulle ali dell’entusiasmo. Possibile l’impiego di Couto esterno alto, con Smolcic alle sue spalle. Davanti ancora super Paz e bomber Douvikas
Lettura 2 min.Como
Ah, il campionato. Dopo una vittoria contro il Manchester United, che vuoi che sia il Sassuolo? Una domanda che nasconde tutti i trabocchetti del caso, un giochino pericolosissimo. Sia per i tifosi, ma prima di tutto per la squadra. In questo senso, Cesc Fàbregas dev’essere stato abilissimo nel fare quadrato, nel riportare tutti sul pianeta Terra dopo aver toccato con mano le stelle. Un’operazione non semplice, immaginiamo. Solo due giorni per dimenticare una serata... indimenticabile. Non dev’essere facile mettersi nella testa di un gruppo giovane che ha compiuto un’impresa storica. E del resto lo disse lo stesso Cesc qualche settimana fa: «Quando giocavo in un grande stadio al mercoledì, non era sempre facile ritrovare concentrazione e motivazioni in campionato». In questo senso può fare scuola.
Poi, però, ci sarà il campo. Oggi alle 15 il Sinigaglia riaprirà per una sfida che di trappole ne presenta a decine. Un po’ per l’avversario, tutto tranne che una squadretta, un po’ per i postumi che hanno lasciato le recenti sfide in nazionale dei tanti convocati e l’ultima partita contro il Manchester. L’infermeria non si è ancora svuotata e, anzi, si arricchita di Liberali. Si pensava che questa potesse essere un’altra occasione per vedere all’opera il talento, lanciato proprio dal tecnico avversario Aquilani l’anno scorso a Catanzaro, ma non ci sarà. Non ci sarà nemmeno Chalobah, oltre ovviamente a Diao e a Rodriguez. Si è tentato il tutto per tutto per Kean, ma l’appuntamento con il ritorno dell’attaccante è rimandato alla prossima settimana.
Le scelte
A Fàbregas non resta che lavorare di fantasia, come del resto ha già abituato tutti in questi anni. ha rinunciato quasi per una stagione intera a uno come Diao, qualcosa di buono s’inventerà. Tra turn over forzato e necessario, potrebbe essere questa una partita caratterizzata da tanti cambiamenti. Nessuna conferma è arrivata dal tecnico, ma si potrebbe vedere Couto più avanzato: ne ha parlato in conferenza, non è detto che succeda, ma è un’ipotesi. L’alternativa, sulla trequarti, potrebbe essere Caqueret. O Addai, che ha giocato finora solo pochi minuti. E perché non da Cunha come visto mercoledì? Interrogativi che ci sono anche per il centrocampo: Perrone-Da Cugna, con riposo per Milla? Ma c’è anche Ricci, di cui Fàbregas continua a parlare bene. Insomma, la formazione può essere un rompicapo e non solo per gli osservatori. Perché tutto va soppesato anche con la stanchezza dei giocatori e con la voglia di emergere di altri. Solo Fàbregas può sapere chi sta bene e chi no, chi avrebbe bisogno di rifiatare e chi no.
Il Como in questo senso sta facendo scuola. Fa parte del ristretto numero di squadre – quattro in tutto con Monza, Roma e Torino - in cui nessun giocatore è rimasto in campo per tutti i 630 minuti di gioco, recuperi inclusi. Il primatista tra i lariani è Jacobo Ramon, a quota 616 minuti disputati. E chissà che non sia arrivato il momento di farlo riposare: spingono alle sue spalle Kambwala, Dossena e Goldaniga, quest’ultimo ancora del tutto inutilizzato.
Gli emiliani
In pieno tour de force, il Sassuolo arriva al Sinigaglia con qualche problema (un punto in tre partite) e ha vissuto un pomeriggio da dimenticare, specialmente in difesa, a Frosinone. Ma la validità della squadra e del progetto resta. Se il Como è una delle quattro squadre con gol segnati solo da calciatori titolari (come Cagliari, Genoa e Frosinone), allo stesso tempo il Sassuolo è una delle tre squadre con più gol segnati da calciatori subentranti (cinque, come Juventus e Milan), segno che c’è vitalità in campo e in panchina. Ma è anche una squadra che, se aggredita fin dall’inizio, come dimostrano le tre reti subìte nel primo quarto d’ora. Resta una squadra da Dna spiccatamente offensivo: è infatti reduce da nove partite consecutive, tra campionato e Coppa Italia, con gol segnati, in tutto 16. Ma patisce la lontananza dal Mapei Stadium: fuori casa non vince da dieci gare, l’ultimo successo risale al 15 febbraio 2026, Udinese-Sassuolo 1-2.
Tra Como e Sassuolo è poi una sfida “giovane”. Gli unici precedenti risalgono infatti alla scorsa stagione. In casa, il Como vinse due volte – in campionato 2-0, in Cioppa Italia 3-0 -, a Reggio Emilia ci fu invece uno stop inatteso (2-1) che rischiò di complicare il cammino verso l’Europa del Como.
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