«Segnale: Como top» Zazzaroni, Turrini, Biasin: «Paz, che mossa»

I commenti. Esperti di mercato, giornalisti e scrittori d’accordo nel cogliere gli aspetti dell’affare. «Molti non hanno capito di cosa sia capace questa proprietà». «Unica società tra le big che lavora bene»

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Como

«L’operazione Paz? È di facile lettura: significa che il Como ci crede molto e che non scherza per niente». Il giornalista Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, fa un’analisi di quanto accaduto sull’asse Como-Madrid nella notte tra giovedì e venerdì, decisiva per la conclusione dell’affare: «È un’operazione intelligente, sotto tutti i punti di vista. Se l’anno prossimo il Real rivorrà Paz, il Como farà comunque una plusvalenza. È stata una trattativa-lampo: sono andati e hanno chiuso, sfruttando le lentezze della concorrenza e dell’Inter in particolare, che guardava a Paz da mesi. È stato un vero e proprio blitz, forse già preparato: Ludi ha lasciato poi alla società decidere se l’operazione fosse articolata bene. La giudico una trattativa molto intelligente, fresca e giovane. Scherzando, ho detto a Massimo Moratti che, con lui presidente, avrebbe spedito Branca a Madrid il giorno prima, con un’offerta superiore di 10 milioni. Altri tempi...».

Certamente, è un ritorno, quello di Paz, che ha fatto discutere e che ancora fa stupire: «È l’operazione più grossa di giugno e il fatto che l’abbia conclusa il Como suggerisce due chiavi di lettura. La prima è che il Como, con un progetto serio, può fare operazioni competitive. La seconda è che il Como sta quasi ridicolizzando le dirette concorrenti, che non hanno mai vissuto un’estate come questa, dove tutto sembra destabilizzato e vuoto». In sintesi? «Il Como è l’unica società tra le big che lavora bene, con una programmazione. Questo dovrebbe far riflettere. Per certo versi è anche triste, per gli altri ovviamente, certamente non per il Como».

Il Como può seriamente vincere qualcosa quest’anno? «Non so se vincerà, di sicuro l’asticella si alza tutti gli anni e si può pensare qualsiasi cosa a questo punto».

Scrittore

Leo Turrini scrittore e giornalista tra Formula 1 e calcio, è stato ospite di Media Inglese, il talk show sul Como visibile sul nostro sito. E ha detto: «Il Como mi ricorda il Cagliari, la Lazio, la Sampdoria o il Verona che riuscirono a vincere lo scudetto sorpresa negli Anni Settanta e Ottanta. Se qualcuna delle big dovesse fallire, credo che il Como potrebbe essere pronto a cucirsi lo scudetto sulla maglia. Io, da interista, dico che la mia seconda squadra è il Como».

Ma i soldi lo fanno diventare antipatico? «Lo escludo perché una volta i soldi erano demonizzati, oggi anche gli spettatori e i tifosi sanno che sono un elemento del business e un elemento per poter vincere. Non credo che il Como diventi antipatico, credo che sia in questo momento la squadra di tutti, quella che tifano i tifosi italiani se la loro squadra va male».

Anche Fabrizio Biasin, giornalista comasco capo dei servizi sportivi di Libero, promuove il Como e Nico Paz: «Prima di tutto, Paz ha sempre manifestato l’intenzione di restare al Como e già questo la dice lunga sulla serietà del club. Inoltre, il Como non ha mai pensato, nemmeno per un attimo, di “perdere” Paz: molti non hanno capito di cosa sia capace questa proprietà. Il Como è l’unica società che ha due elementi fondamentali, che mancano a molte altre: tempo e risorse. L’Inter? Fondamentalmente non è mai stata interessata al giocatore, ha altre priorità».

Altro punto fondamentale, è stata la netta volontà di Paz di continuare il suo percorso a Como: «Una scelta che ritengo giusta, perché ha vicino un allenatore come Fabregas che lo sa valorizzare al meglio, che ha individuato tutte le sue potenzialità. E il Como avrà un giocatore di grande valore per affrontare la Champions e, se il Real deciderà di riprenderlo, farà una plusvalenza. È un affare per tutti».

Comasco

Per Biasin, la potenza della proprietà è sotto gli occhi di tutti, ma non tutti ancora la colgono: «Siano d’esempio i lavori per la realizzazione della curva in muratura. Suwarso ha detto che sarebbero iniziati subito e così è stato. Come sempre, è una dirigenza che mantiene i patti, sono persone di cui ormai mi fido ciecamente».

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