Sono tornati i finti tecnici dell’acqua. Colpo fallito, ma è allarme truffe
Montorfano In via Crotto Urago il tentativo di raggiro con la scusa di un problema alla rete. Il sindaco: «Se avete dubbi, chiamate subito il 112»
Lettura 1 min.Montorfano
Finti carabinieri, presunti tecnici e il pretesto dell’acqua inquinata per cercare di raggirare i cittadini.
A Montorfano scatta l’allarme truffe dopo diverse telefonate sospette segnalate in paese. Un tentativo particolarmente insidioso è avvenuto in via Crotto Urago, ma fortunatamente non è andato a segno. A mettere in guardia i residenti è direttamente il sindaco, Giuliano Capuano, che invita alla massima attenzione.
La telefonata
In via Crotto Urago i truffatori hanno contattato telefonicamente una famiglia parlando di un presunto problema legato all’acqua inquinata e della necessità di intervenire. L’obiettivo sarebbe stato preparare il terreno per il successivo arrivo a domicilio di un complice.
Una telefonata costruita, dunque, per convincere chi si trovava dall’altra parte del telefono della necessità e dell’urgenza di un intervento. Questa volta, però, i malintenzionati hanno trovato persone attente. «In casa erano presenti più familiari – spiega Capuano – e mentre venivano poste domande a chi era al telefono, qualcuno ha avvertito i veri carabinieri». I militari sono così arrivati nella zona, pronti a intervenire qualora il truffatore si fosse presentato. Nessuno, però, ha suonato alla porta.
Il sospetto
«Evidentemente hanno fiutato la situazione e non si sono presentati», sottolinea il sindaco. Il sospetto è quindi che i truffatori abbiano intuito che qualcosa non stesse andando secondo i loro piani e abbiano preferito rinunciare. Il caso non sarebbe isolato. Nelle stesse ore sono state segnalate altre telefonate sospette in differenti zone di Montorfano. Cambiano i pretesti: dall’acqua inquinata al parente che si troverebbe in ospedale, fino a sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine che cercano di ottenere informazioni personali. Il meccanismo resta però simile: creare preoccupazione, conquistare rapidamente la fiducia dell’interlocutore e spingerlo ad assecondare le richieste ricevute. Tra le segnalazioni, come spiega il sindaco, anche contatti più elaborati, con persone che si mostrerebbero in video vestite da Carabiniere per rendere credibile il raggiro e chiedere informazioni, anche sulle automobili. Un ulteriore espediente che può rendere più difficile riconoscere immediatamente il tentativo di truffa, soprattutto quando chi telefona si mostra insistente e cerca di accreditarsi come appartenente alle forze dell’ordine.
Da qui l’appello del sindaco: «Non aprite e non seguite le loro indicazioni. Chiamate subito il 112 oppure un parente o un vicino». La raccomandazione, che il sindaco ha voluto lanciare a tutti i concittadini, è di interrompere ogni conversazione in caso di dubbi e verificare sempre rivolgendosi direttamente alle forze dell’ordine. Un invito anche a fare rete tra familiari e vicini di casa, prestando particolare attenzione alle persone più anziane e sole, che possono essere maggiormente esposte a questo genere di raggiri.
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