25 Aprile, l’Anpi: «La democrazia non è un regalo che viene dal cielo»
A Ponte Chiasso il ricordo degli “Angeli” che salvarono centinaia di persone e pagarono con la vita. Guzzon (Anpi): «Ricordiamo sempre che il pluralismo è nato grazie alla lotta e sulle macerie di una dittatura». Numerose le iniziative in programma per celebrare l’anniversario della Liberazione
Como
Non è solo una corona di fiori o un rito di aprile. È il confine sottile tra la libertà di pensiero e il silenzio della dittatura. Como ha iniziato a celebrare il suo 25 Aprile oggi a Ponte Chiasso, davanti a quella targa che ora ricorda il finanziere Giovanni Gavino Tolis, il maresciallo aiutante Giulio Boetti e la signora G iuseppina Panzica, gli “Angeli”che pagarono con la vita il coraggio di salvare centinaia di perseguitati.
(Foto di GIOVANESSI GIULIA)
«Ricordare questi eroi a ottant’anni di distanza è necessario - spiega Manuel Guzzon, presidente Anpi Como -. La Guardia di Finanza diede un contributo enorme alla lotta partigiana, pagando con la deportazione e la vita. Essere qui oggi significa riconoscere dove sono nate le nostre istituzioni democratiche».
(Foto di GIOVANESSI GIULIA)
Dopo la cerimonia al valico, la mattinata è proseguita a Palazzo Terragni per un incontro con le scolaresche. All’interno dell’ex Casa del Fascio è stato proiettato un cortometraggio sulla storia del finanziere Giovanni Gavino Tolis che, come gli altri due “Angeli di Ponte Chiasso”, fu l’eroe silenzioso di tante vite salvate. All’evento sono intervenuti anche il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, che ha sottolineato la dimensione etica della libertà, e un quintetto di fiati composto da studenti del Conservatorio locale, che ha accompagnato i momenti più solenni dell’incontro.
Un tema molto caro all’Anpi: «Con le scuole collaboriamo tutto l’anno - prosegue Guzzon - perché il messaggio di libertà non deve diventare un rito stanco, ma un impegno quotidiano. Celebrare la Liberazione significa ricordare che la nostra democrazia non è un regalo del cielo, ma il risultato di un conflitto durissimo contro chi voleva privarci dell’umanità. Oggi viviamo in un pluralismo che è ricchezza, ma non dobbiamo mai dimenticare che è stato costruito sulle macerie della dittatura. Se smettiamo di alimentare questa consapevolezza, rischiamo di dare per scontati diritti che sono stati pagati a caro prezzo. La memoria deve essere un muscolo civile che si allena ogni giorno, non una medaglia da lucidare una volta l’anno».
Sul significato del 25 Aprile, il presidente dell’Anpi analizza il dibattito che ogni anno accompagna la festa nazionale, comprese le recenti posizioni espresse dal generale Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, sulla ricorrenza: «Davanti a certe esternazioni, la risposta è nella storia. Il 25 Aprile non è una data tra le tante, è lo spartiacque fondamentale: è il momento in cui il popolo italiano ha deciso di riprendere in mano un destino calpestato da vent’anni di fascismo, nazismo, guerra e deportazioni. Chi oggi sceglie di festeggiare altro, come San Marco, dimentica che se può farlo in totale libertà è proprio grazie a chi ha combattuto sui monti».
Guzzon non usa giri di parole: «Il generale Vannacci, così come chiunque sieda oggi in un parlamento democratico, dovrebbe solo ringraziare i partigiani. La democrazia, la pace e la giustizia sociale sono i frutti di quella lotta, l’esatto contrario dei disvalori del nazifascismo. Senza la Resistenza, oggi non avremmo nemmeno il diritto di dissentire».
Per Guzzon, la memoria ha anche un volto familiare e doloroso: quello di uno zio trucidato dai fascisti a soli 21 anni. «Ogni anno è un’emozione profonda. Vedere le associazioni democratiche, i sindacati e i cittadini sfilare insieme è la prova che chi prova a rinverdire un passato morto e sepolto resta una minoranza. La piazza di domani sarà la risposta migliore a ogni revisionismo».
La città di Como celebrerà il 25 Aprile l’anniversario della Liberazione con un folto programma di appuntamenti istituzionali e momenti di partecipazione popolare. Le celebrazioni ufficiali inizieranno alle ore 9.30 con la Santa Messa di suffragio nella cappella del Cimitero Monumentale. Alle ore 10 seguirà la deposizione delle corone al Sacrario Militare. Il momento centrale si sposterà in piazza Cavour alle 11, con i saluti delle autorità e l’intervento ufficiale dell’Anpi, affidato quest’anno a Gianstefano Buzzi, ex consigliere regionale e segretario del Pci di Como. La cerimonia sarà accompagnata dal concerto del corpo musicale Banda di Monte Olimpino. L’Anpi Como sarà presente in Piazza Cavour già dalle 9 con un gazebo informativo. Le manifestazioni si svolgeranno anche in numerosi comuni della provincia. Il programma dell’Anpi proseguirà infine domani con il presidio antifascista a Dongo, a partire dalle ore 8.30, per ribadire i valori della democrazia e della libertà contro ogni tentativo di revisionismo storico.
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