Accusato della rapina al disabile: resta in silenzio

Centro Valle Intelvi Ieri l’interrogatorio all’uomo di 25 anni di origine moldava. Resta in carcere

Centro Valle Intelvi

Ha scelto di rimanere in silenzio e di non rispondere alle domande del giudice, il ragazzo di 25 anni di origine moldava, Ion Musteati, arrestato dai carabinieri della stazione di Centro Valle Intelvi in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere per la rapina ai danni di un disabile che aveva conosciuto.

L’interrogatorio si è tenuto nelle scorse ore di fronte al giudice delle indagini preliminari Chiara Comunale che aveva firmato la misura restrittiva. Il venticinquenne, che si trova rinchiuso al Bassone, ha però preferito non rispondere alle domane e dare spiegazioni in merito alle contestazioni, scegliendo eventualmente di farlo ma in un secondo momento. Musteati rimane dunque in carcere.

L’accusa nei suoi confronti è tra l’altro pesante: secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma avrebbe prima attirato in una zona appartata e poi rapinato del telefono cellulare un disabile che aveva conosciuto in un bar della Valle Intelvi. Un fatto di cronaca violento, in cui era spuntato anche un coltello e in cui la vittima era stata pure malmenata.

Nella tarda serata dell’Epifania, tuttavia, il militari avevano chiuso il cerchio attorno al sospettato, notificandogli una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal pubblico ministero Giuseppe Rose. I fatti per cui si è proceduto, conclusi appunto con la misura cautelare eseguita questa settimana, risalgono però al 24 novembre del 2025.

La vittima è un disabile di 56 anni nato a Milano. Secondo quanto ricostruito l’indagato l’avrebbe avvicinato all’interno di un bar per poi convincerlo a raggiungere un’area appartata. Qui avrebbe tentato un approccio che avrebbe provocato da una parte la reazione della vittima e dall’altro la violenza dell’aggressore che avrebbe anche impugnato un coltello strappandogli il telefono cellulare.

L’analisi dei filmati dei sistemi di sorveglianza privata della zona e anche del bar avevano però permesso di risalire all’identità del presunto responsabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA