«Barche a noleggio, sul lago è una giungla. Servono più regole»
Lezzeno L’appello dell’imprenditrice Paola Matteri: «Nel settore troppi improvvisati e incompetenti. Cercano soldi facili a scapito anche della sicurezza»
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Il lago di Como è ormai una giungla. Poca sicurezza, regole spesso ignorate, operatori improvvisati e la sensazione che il Lario venga ormai considerato soltanto una gallina dalle uova d’oro. È una riflessione amara quella di Paola Matteri, dei Cantieri Matteri di Lezzeno, che lancia un appello per riportare ordine nel traffico lacustre e nelle attività legate al noleggio delle imbarcazioni. Il Cantiere di Lezzeno ha noleggiato le imbarcazioni per grandi nomi, uno dei loro Riva era in uno dei film di James Bond.
«Continuano a dire che stanno rilanciando il lago di Como – osserva Matteri – ma il lago lo abbiamo rilanciato noi vent’anni fa, insieme alle aziende storiche del territorio. Oggi si stanno semplicemente raccogliendo i frutti di quel lavoro. Il problema è che siamo arrivati a un eccesso di turismo che rovina anche l’immagine del lago, con persone improvvisate che girano in barca o si mettono a fare noleggio senza le competenze necessarie. È arrivato il momento di regolarizzare davvero il traffico lacustre. Noi abbiamo avviato il noleggio nel 2003, primi al Mondo a noleggiare i Riva».
Secondo l’imprenditrice la situazione è ormai sfuggita di mano. «Ci sono troppe persone che riescono ad avere facilmente una barca, spesso con grandi dubbi sulla sicurezza e con pochissima conoscenza delle regole della navigazione. Si è diffusa l’idea che basti mettere una barca sul lago per guadagnare una fortuna».
Un fenomeno che, racconta, attira investitori da tutta Europa. «Riceviamo telefonate ogni mese da persone che ci chiedono di tenere una barca da noleggiare in società. Di recente ci hanno chiamato dalla Svezia proponendoci un Riva Gucci da utilizzare per poi dividere gli incassi. Noi siamo una ditta seria e queste cose non le facciamo. Ma se arrivano proposte del genere significa che qualcuno le accetta e che ormai è diventata quasi la normalità».
Il problema non riguarda soltanto il mercato del noleggio, ma anche la sicurezza quotidiana sul lago. Matteri racconta un episodio emblematico: «Un nostro ragazzo è andato con un Riva Aquarama a fare rifornimento ed è stato persino minacciato. Probabilmente non lo conoscevano, hanno visto la barca bella e temendo un concorrente forte gli hanno detto che gli avrebbero bruciato l’imbarcazione. Siamo arrivati a questo punto».
A preoccupare sono soprattutto i comportamenti rischiosi che si vedono sempre più spesso. «C’è gente che tiene taniche di benzina a bordo e riempie il serbatoio direttamente da quelle. È una pratica che non si dovrebbe fare e rappresenta un grave problema di sicurezza. Noi abbiamo realizzato una cisterna dedicata per il carburante e rispettiamo tutte le normative, ma farlo comporta investimenti importanti».
Da qui la richiesta di maggiori controlli e di regole applicate a tutti nello stesso modo. «Non si può pensare che chi rispetta le norme debba sostenere costi elevati mentre altri operano senza le stesse garanzie - conclude Paola Matteri - Il lago è diventato troppo piccolo per il numero di imbarcazioni che lo affollano ogni giorno. Servono controlli, serve formazione prima di entrare in acqua e serve far rispettare le regole. Solo così si tutela la sicurezza di chi lavora e di chi vive il lago. C’è troppa improvvisazione ma anche troppa maleducazione».
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