Botte al figlio per strada, denunciati

Brienno. Lesioni e abuso dei mezzi di correzione le accuse mosse alla coppia francese di 44 e 45 anni. Il ragazzino aveva involontariamente fatto cadere la madre dalla bici, dopo le percosse lo avevano lasciato a terra

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Brienno

I carabinieri della stazione di Cernobbio, dentro un contesto investigativo non semplice (per la dinamica e l’evoluzione dei fatti), hanno denunciato i genitori - 44 e 45 anni, entrambi residenti in Francia - del ragazzo quattordicenne, marocchino d’origine, picchiato a fine luglio da mamma e papà lungo la Regina in quel di Brienno e successivamente trasportato in “codice giallo” (media gravità) all’ospedale Sant’Anna, dove poi è stato dimesso fortunatamente con pochi giorni di prognosi.

Lesioni e abuso di mezzi di correzione i reati per cui è scattata la denuncia nei confronti della coppia, che con il figlio soggiornava in un “b&b” di Como.

Sotto la lente sono finiti i movimenti della coppia (il padre in particolare sarebbe stato il primo a far rientro al “b&b”) che quel pomeriggio - era il 28 luglio - aveva deciso di percorrere in bici un tratto di Regina. Sulla via del rientro verso Como poi il giovane - questo quanto ricostruito dai militari dell’Arma all’interno di questo brutto episodio - avrebbe fatto cadere la madre, che lo affiancava su un’altra bici. Un gesto involontario che ha scatenato prima l’ira del padre, poi quello della madre. Entrambi hanno picchiato il ragazzo, pare anche affetto da qualche problema di natura comportamentale, facendolo addirittura svenire. Provvidenziale in questo contesto è stato l’intervento di David Braga, residente a Tremezzina, che senza pensarci un solo istante ha invertito il senso di marcia dell’auto su cui viaggiava verso casa frapponendosi tra la coppia e il ragazzo, che una volta soccorso è svenuto.

«Mai visto nulla di simile», ha commentato David Braga, la cui testimonianza è stata fondamentale per ricostruire nel dettaglio l’accaduto. Il quattordicenne francese - protetto dallo stesso Braga anche durante le operazioni di soccorso - è poi scoppiato in un pianto liberatorio una volta ripresosi. La famiglia nel frattempo ha fatto ritorno in Francia. Caso chiuso dunque, almeno per il momento, anche se l’eco dell’accaduto difficilmente potrà spegnersi in tempi celeri. Basti pensare che la Croce Rossa di Menaggio - attraverso il Distaccamento di Argegno - inizialmente era intervenuta in “codice rosso”, il maggiore dei tre livelli di gravità.

Il padre del ragazzo in particolare era parso impassibile durante le operazioni di soccorso. La madre terminato il raptus aveva quantomeno tentato di sincerarsi delle condizioni del figlio. Le indagini dei carabinieri sono iniziate nelle ore successive l’accaduto, raccogliendo le testimonianze dei presenti, incluso il personale sanitario intervenuto. Sulle prime la coppia non avrebbe fornito spiegazioni per quel gesto sconsiderato, peraltro perpetrato con violenza sulla pubblica via, in quel momento - tardo pomeriggio - trafficata da pendolari e turisti. Ha prevalso in questo contesto il senso civico di David Braga, coadiuvato nelle operazioni di soccorso da Mario Cappelletti, anch’egli residente a Tremezzina. Anche la loro collaborazione ha consentito ai carabinieri della stazione di Cernobbio di chiudere in tempi celeri la vicenda.

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