Campione di enduro a 15 anni: il podio comincia sui sentieri della Val d’Intelvi

San Fedele Intelvi Leonardo Lanfranconi ha conquistato il campionato italiano Super Enduro nella categoria allievi. Una storia iniziata quasi per gioco, e che adesso punta oltre i confini italiani

Lettura 1 min.

San Fedele Intelvi

«La bicicletta, una volta che hai trovato quella giusta, è come un’amica». A dirlo è Leonardo Lanfranconi, quindicenne di San Fedele Intelvi, giovanissima promessa dell’enduro, che in Liguria ha appena conquistato il podio del campionato italiano Super Enduro nella categoria allievi. Dietro quel successo, c’è anche un pezzo di Como: le ore (tantissime) di allenamento passate in sella su e giù per la Val D’Intelvi e la Spina Verde. «È la parte più pesante» scherza, ma nel dizionario di Leonardo la parola “fatica” non è nuova.

«Ho iniziato a fare triathlon a 10 anni – racconta -. Poi ho saputo che nelle categorie più grandi bisognava andare a fare bici fuoristrada. Ho conosciuto una persona che mi ha aperto al mondo della mountain bike e poi da lì mi sono appassionato, mi sono istruito, ho conosciuto gente, il mondo dell’enduro. Un amore a prima vista, e da lì è iniziato il mio percorso». Una famiglia di atleti alle spalle? Non esattamente: «I miei genitori non hanno mai fatto sport a livello agonistico però sono abbastanza sportivi». Per competere nell’enduro su bici «bisogna avere almeno 13 anni. Ho cominciato dalla categoria G6, che è prima dell’esordiente. Poi da esordiente ho iniziato a fare gare regionali e nazionali, fino ad arrivare ai campionati italiani. L’anno prossimo punto a competere all’estero. Avevo iniziato un po’ per gioco, però c’era l’aspettativa di arrivare a gareggiare a livelli alti. Non ero certo di farcela, però ora sono molto contento».

Insomma, una vita, seppur ai suoi inizi, dettata dal movimento. Neanche a farlo apposta, Leonardo studia all’istituto aeronautico del Centro studi Casnati: «Anche quella è una passione, vorrei diventare pilota di elicotteri». Come tanti altri studenti-atleti «unire bici e scuola non è facile» racconta. Però, il brivido dell’enduro vale la fatica. E anche se, mentre si scivola verso la meta, si gareggia in una concentrazione solitaria, Leonardo racconta che una delle cose più belle che la bici fuoristrada gli ha donato sono proprio le relazioni con tanti altri appassionati: «Durante i trasferimenti da una discesa all’altra si parla, ci si conosce. Alla fine si è tutti rivali e allo stesso tempo amici. E ci si diverte un sacco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA