Cantiere appena aperto, ma già fermo. Al valico di Oria i disagi non sono finiti

Valsolda. Opere avviate il 12 febbraio, dopo tre giorni si sono nuovamente arenate lunedì. La spiegazione di Anas: «Problemi dovuti ai materiali e all’attesa di una nuova gru»

Valsolda

L’ordinanza Anas parlava di senso unico alternato in dogana ad Oria dal 10 febbraio al 13 marzo per consentire l’ultimazione della copertura dell’area di presidio della Guardia finanza, con i lavori avviati nell’aprile dello scorso anno con termine iniziale previsto a fine maggio, poi a fine settembre, poi a fine anno.

Avviate giovedì 12 febbraio, le operazioni si sono arenate di nuovo lunedì 16, dopo tre giorni lavorativi: stando a indiscrezioni perché i manufatti metallici realizzati altrove di sarebbero rivelati non coincidenti con il basamento in calcestruzzo.

Cantiere di nuovo inattivo, dunque, con nuove incognite sulla ripresa e la conclusione. La necessità di assicurare un riparo agli agenti in forza alla dogana è più che comprensibile, un po’ meno lo sono i tempi di attesa.

Il valico di Oria è a dir poco strategico: ogni giorno vi transitano due volte circa 8 mila lavoratori frontalieri e circa 35 fra bilici, camion e furgoni, provenienti per lo più dalla Valtellina e diretti in Svizzera. Un anno fa era subito affiorata la polemica quando, in concomitanza con l’avvio dei lavori, l’ufficio delle dogane aveva interrotto il servizio di sdoganamento merci per questioni di sicurezza, con inevitabili proteste da parte dei trasportatori.

Dopo una settimana di tensioni e disagi, l’ufficio spedizioni aveva per fortuna trovato una sede operativa provvisoria a Porlezza.

Doveva essere una soluzione temporanea, ma a Porlezza si trova tuttora. Anas, ad un certo punto, aveva attribuito il perdurante stop dei lavori alla necessità di realizzare, da parte di terzi, il manufatto metallico destinato a fungere da pensilina in dogana, annunciando comunque la conclusione dei lavori entro la fine 2025.

Ora, come detto, pareva la volta buona, con l’ordinanza che annunciava la limitazione del senso unico nel tratto dei lavori per un mese.

La preoccupazione maggiore era quella dei frontalieri, il cui flusso in dogana tocca i picchi fra 6 e le 7.30 del mattino e frale 17 e le 19 al rientro: in tanti temevano possibili code e ritardi sulla tabella di marcia. Nei pochi giorni di transito a senso unico, a dire il vero, le ripercussioni sono risultate abbastanza contenute.

Come detto, però, è arrivato subito un nuovo stop e, alla luce dell’anno già trascorso a fronte di due mesi di lavori annunciati, sorgono, inevitabili, nuovi dubbi e interrogativi. Anas, da parte sua, spiega così la situazione: «Ci sono stati dei problemi che riguardano i materiali – riferisce l’ufficio stampa – . Le maestranze, inoltre, sono in attesa anche di un’altra gru che si rende necessaria per svolgere nel migliori dei modi le operazioni di montaggio della copertura dell’area doganale. La settimana prossima, comunque, i lavori riprenderanno regolarmente».

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