Cernobbio, nessuna traccia dei rapinatori: «Più soldi per la sicurezza»

Il caso Due turisti tedeschi assaliti con il coltello e derubati. Al vaglio le telecamere private. Leoni: «Brutto episodio». Saladini: «Fatto che fa riflettere». Gazzola: «Prevenzione inefficace»

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Cernobbio

Passano dall’analisi delle telecamere pubbliche e private le indagini dei carabinieri di Cernobbio per risalire agli autori della rapina ai danni di una coppia di turisti tedeschi di 76 e 75 anni avvenuta venerdì sera a tarda ora in una delle viuzze a ridosso della strettoia.

I punti da chiarire

L’obiettivo dei militari dell’Arma è ricostruire i movimenti dei tre uomini armati di coltello che, approfittando dell’effetto sorpresa, hanno tagliato i cinturini di due costosi orologi Patek Philippe (valore complessivo sopra i 200 mila euro) per poi rubarli.

Determinante sarà capire se i tre uomini avessero tenuto d’occhio la coppia di turisti tedeschi, e poi con quale mezzo e soprattutto in che direzione siano fuggiti. In questo contesto, i varchi Ocr (abilitati alla lettura delle targhe) potrebbero fornire un aiuto concreto.

Nel contempo, l’episodio ha destato parecchia preoccupazione a Cernobbio, ma non solo. Dopo le parole in presa diretta del sindaco Matteo Monti, sulla vicenda intervengono anche il presidente dell’Associazione albergatori di Confcommercio Luca Leoni, l’ex sindaco Simona Saladini e il capogruppo di “Cernobbio Futura” Andrea Michele Gazzola.

«L’augurio è che i carabinieri possano dare presto un volto e un nome agli autori di questa ignobile rapina - dice Leoni - Spero che anche le telecamere, che nel Comune in cui risiedo (Bellagio, ndr) sono numerose e vigilano su tutti i punti strategici, possano fornire il loro contributo alle indagini. Investire sulla sicurezza non è mai fuori luogo».

«Telecamere e controlli sono determinanti in realtà come le nostre, conosciute in tutto il mondo - prosegue - Non è una bella immagine vedere due persone che camminano in centro a Cernobbio, uno dei Comuni più conosciuti del lago di Como, venire rapinate sotto la minaccia di un coltello. Cito Cernobbio, ma il discorso vale per tutti i nostri Comuni. Speriamo non accada più nulla di simile».

Secondo Simona Saladini l’episodio di venerdì sera va inquadrato «dentro un’escalation che ci deve portare a riflettere».

«La presenza di tanti turisti, molti dei quali con importanti possibilità economiche, attira persone poco raccomandabili - commenta l’ex sindaco - Potenziare i controlli e la sicurezza sul territorio è una priorità. Cernobbio non ha mai vissuto situazioni simili. Quello che è avvenuto venerdì a ridosso della strettoia e così il furto in casa del calciatore del Como (Maxence Caqueret, ndr) confermano la presenza di soggetti più strutturati in azione sul nostro territorio».

Il cavallo di battaglia

«Purtroppo non è un caso isolato - chiosa invece il consigliere Gazzola - La parola “sicurezza” è stato il cavallo di battaglia dell’Amministrazione Monti. Gli interventi e le azioni messe in campo evidentemente non si stanno rivelando efficaci».

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