Comune truffato, via 200mila euro

Grandola. Azienda fantasma si fa pagare i lavori di rifacimento del tetto della scuola, andato a fuoco. Denaro già recuperato grazie ai Carabinieri, ancora da identificare l’autore del clamoroso raggiro

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Grandola

Il colpo ad effetto, questa volta, non è stato portato a termine dai truffatori ma dai carabinieri della stazione di Menaggio e dalla Procura di Como.

Al termine di una indagine lampo, che è ancora in pieno svolgimento per identificare eventuali responsabili da iscrivere sul registro degli indagati, la polizia giudiziaria è infatti riuscita a sventare un raggiro di soldi pubblici che aveva colpito il comune di Grandola ed Uniti. Soldi che erano stati già versati dall’ente, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione della scuola primaria del paese e che erano però finiti su un altro conto rispetto a quello dovuto, con l’intento di essere poi fatti sparire quanto prima da mani anonime per un importo di 192.500 euro.

Ma l’emissione (velocissima) di un decreto di sequestro ha permesso di bloccare l’ingente importo per poi restituirlo – senza perdere nemmeno un euro – alle stesse casse del Comune da cui erano usciti. Il tutto per la gioia del sindaco e degli amministratori locali, che hanno tirato un enorme respiro di sollievo e che hanno stretto la mano e ringraziato pubblicamente i carabinieri di Menaggio per il loro operato.

Partiamo però dall’inizio, ovvero dai lavori di ristrutturazione che sono in corso per sistemare la scuola primaria di Grandola ed Uniti che era stata danneggiata da un vasto incendio al tetto nel mese di giugno del 2022. Il 22 luglio scorso, con una Pec e dopo contatti telefonici, i truffatori – stando alla tesi accusatoria – si erano sostituiti alla vera azienda appaltatrice che stava compiendo le opere di sistemazione dell’edificio scolastico, inducendo l’ufficio della Ragioneria del Comune ad effettuare un bonifico bancario a saldo delle opere, per un importo (tasse comprese) che era stato quantificato in oltre 192.500 euro.

L’Iban indicato dai truffatori, tuttavia, era fraudolento o comunque non appartenente alla ditta che quelle opere aveva effettivamente realizzato. A far intuire che qualcosa non stava andando per il verso giusto, proprio in quelle ore, era però arrivato un ulteriore sollecito di pagamento inviato in questo caso dalla vera azienda che aveva operato a Grandola ed Uniti.

È bastato poco, insomma, per capire quello che era successo e per correre subito dai carabinieri della stazione di Menaggio per segnalare l’accaduto. La denuncia è dello scorso 28 luglio, quindi solo pochi giorni dopo il bonifico, ma i militari dell’Arma sono riusciti a far congelare per qualche ora il conto dove erano confluiti, collaborando con la Procura di Como – il fascicolo è coordinato dal pubblico ministero Antonia Pavan – per ottenere un velocissimo decreto di sequestro che ha permesso di far tornare indietro i soldi pubblici che avevano lasciato Grandola ed Uniti.

Le indagini tuttavia non sono affatto finite. Perché anche l’azienda veneta titolare del conto su cui erano finiti i soldi, avrebbe denunciato di aver ricevuto quei soldi a sua insaputa. Insomma, i conti del Comune lariano sono salvi, ma bisogna ora cercare di dare un nome ed un cognome a chi ha cercato di portare a termine questo maxi raggiro sostituendosi alla vera azienda che aveva effettuato i lavori tanto da trarre in inganno i dipendenti dell’ente.

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