Crisi continua alla Ferriera di Dongo: «Operai senza stipendio da maggio»
Il caso L’allarme dei sindacati per una situazione aziendale che non sembra avere soluzione. «C’è bisogno urgente di chiarezza, è terminata anche la Cigs per i 70 dipendenti rimasti»
Lettura 1 min.Dongo
Da anni regna ormai il più assoluto silenzio attorno alle sorti dell’attività produttiva della ferriera.
Pareva che lo stabilimento, rilevato all’asta sette anni fa dalla multinazionale cinese Elecpro International investment holding, dovesse assestarsi attorni ai 200 lavoratori, nulla a fronte degli oltre 2 mila degli anni d’oro, ma comunque un numero ancora importante per il territorio.
Molto in sordina, invece, l’attività ha ristagnato e ora le organizzazioni sindacali denunciano una situazione decisamente insostenibile. Fiom Cgil e Fim Cisl dei Laghi chiedono, più in particolare, che si chiarisca in fretta il futuro immediato dei lavoratori della storica realtà industriale altolariana.
La situazione
«A seguito dell’ennesimo rinvio da parte del Tribunale di Como sull’esprimersi della procedura di composizione negoziata della crisi richiesta da Dongo Casting, c’è bisogno urgente di chiarezza – intervengono i segretari di Fiom, Salvatore Medici, e di Fim, Gennaro Aloisi – . I dipendenti hanno visto terminare la fruizione della Cigs l’11 maggio scorso e da allora si trovano in sospensione lavorativa e salariale. Negli ultimi diciotto mesi la proprietà ha disatteso del tutto le promesse fatte nei tavoli sindacali e istituzionali; si è sempre parlato di rilancio attraverso nuovi piani industriali, che però venivano modificati ad ogni incontro, e non sono mai presi impegni precisi su date ed importi dei versamenti di capitale necessari per riavviare le produzioni».
La proprietà
La proprietà, come detto, aveva rilevato all’asta manifestando l’intenzione di continuare la produzione di testate e altri pezzi di motori delle auto col processo del lost-foam già lanciato in precedenza dal Gruppo Casti.
La manodopera in forza, tuttavia, è addirittura calata fino a circa 70 unità e gli operai sono impegnati in maniera molto saltuaria.
«Siamo nella condizione in cui l’unico modo per proteggere i lavoratori è farli licenziare – sottolineano i due sindacalisti comaschi di categoria – . Dall’incontro del 19 giugno ad oggi nulla è cambiato formalmente. I dipendenti non percepiscono un euro dal mese di maggio ed è necessario che la proprietà faccia qualcosa davvero per le persone, che a parole ha sempre assicurato di voler tutelare prima di tutto. Chiediamo anche alle istituzioni locali, alla Provincia e ai partiti politici di ogni schieramento di fare la loro parte per sensibilizzare Dongo Casting sulla necessità di fare in fretta e di impegnarsi, qualora ci fossero licenziamenti, a fare ogni sforzo possibile per il ricollocamento dei lavoratori – concludono Medici e Aloisi – in un territorio in forte trasformazione economica e sociale».
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