Crotto dei Platani, il locale resta chiuso. E per l’ex sindaco Cavadini arriva il processo
Le accuse non si limitano all’abuso edilizio, ma anche al deturpamento di bellezze naturali e invasione arbitraria di aree demaniali
Lettura 1 min.Brienno
L’ex sindaco di Brienno, e attuale consigliere provinciale, Francesco Cavadini, dovrà comparire a processo tra meno di un mese per i presunti abusi edilizi, paesaggistici e ambientali commessi nell’ampliamento e nella ristrutturazione del suo ristorante, il Crotto dei Platani. Mercoledì mattina, in Tribunale, durante l’udienza predibattimentale che doveva valutare se chiudere il caso o trasferire il fascicolo a dibattimento, il giudice ha deciso il processo per Cavadini e il non luogo a procedere per gli altri due coimputati: l’architetto Ruggero Venelli, direttore dei lavori, e Ivan Curti, titolare dell’impresa edile che ha realizzato gli interventi contestati.
Le accuse, mosse dai rilievi dei Carabinieri forestali, si riferiscono ai lavori eseguiti tra la primavera e l’autunno del 2023 che hanno portato da un lato a realizzare la copertura della darsena (che ha consentito di ricavare dei parcheggi, oggi sottoposti a sequestro) e la realizzazione di una soletta sulla darsena stessa che ha permesso di ricavare un’ampia sala a quota lago, dall’altro a effettuare interventi con posizionamento di impianti elettrici, luci, tavolini, sedie e ringhiere all’altezza dello sbocco del torrente “Valle Quai di Orsa”, area considerata a forte rischio idrogeologico. Le accuse, per Cavadini, non si limitano dunque all’abuso edilizio, ma anche al deturpamento di bellezze naturali e invasione arbitraria di aree demaniali.
Prosciolti, come detto, i due coimputati: «Dalla lettura del capo di imputazione - il commento degli avvocati Stefano Mossino e Giorgio Ferrara, legali dell’architetto Venelli emerge l’aspetto portante dell’inchiesta, ossia l’aver realizzato l’intervento edilizio sulla scorta di titoli rilasciati dalla pubblica amministrazione mai sospesi né revocati in via di autotutela né annullati dall’autorità giudiziaria amministrativa, quindi che perfettamente esistono ma sono ritenuti illegittimi e comunque inefficaci dalla Procura o meglio dal consulente tecnico del pubblico ministero. Il fatto che il giudice abbia detto che non ci sono gli elementi per sostenere l’accusa, sgretola totalmente questo concetto».
Il provvedimento di non luogo a procedere è legato, soprattutto, al fatto che secondo il giudice non vi è una ragionevole certezza di giungere a una sentenza di condanna per Venelli e Curti (quest’ultimo difeso dall’avvocato Edoardo Pacia) qualora si arrivasse a processo, e questo soprattutto per l’avvicinarsi della prescrizione. Diverso il discorso per Cavadini, che deve rispondere anche di altri due reati oltre agli abusi edilizi e ambientali. L’avvocato dell’ex sindaco, il penalista comasco Giuseppe Sassi, raggiunto al telefono si è riservato di intervenire sul processo successivamente.
Il Crotto dei Platani, ormai da oltre sei mesi, è sotto sequestro dopo che lo stesso Cavadini, nell’estate di due anni fa, aveva tolto i sigilli della Procura nella sala di ristorazione ritenuta abusiva, per ospitare alcuni matrimoni e soprattutto il G7 del digitale voluto dalla Presidenza del consiglio dei ministri sul lago di Como. Anche l’ennesimo tentativo di chiedere il dissequestro del locale è caduto nel vuoto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA