Da Menaggio fino a Bellagio, la fiaccola attraversa il Lario

Olimpiadi Una folla persino più numerosa di quella prevista ha accolto l’arrivo dei tedofori. Alla vista della motonave Milano in arrivo da Varenna lo sventolio di una miriade di tricolori

Menaggio

È il giorno della fiaccola olimpica e piazza Garibaldi è stata invasa da folla delle grandi occasioni. Il Comune di Menaggio, unitamente a quello di Bellagio, ha fatto di tutto per far sì che i tedofori facessero un passaggio anche sulla sponda occidentale e nel giorno della tappa Colico – Lecco la motonave Milano ha portato la fiaccola anche sulla sponda comasca.

Il percorso dei tedofori, dalla piazza all’ingresso del lungolago, poi fino alla parrocchiale per scendere lungo via Calvi ancora in piazza, è stato transennato per contenere la marea di pubblico. Dinanzi al pontile che un tempo era lo scalo della Navigazione c’erano numerosi sindaci del territorio con la fascia e la motonave Milano, staccatasi da Varenna, si è vista in lontananza in perfetto orario.

Centinaia di braccia

Centinaia di braccia si sono alzate tra una miriade di bandierine tricolori per immortalare con i cellulari un momento storico. E’ scesa prima una ragazza con una fiaccola spenta e, dopo un paio di minuti, ecco l’attesa fiamma che arriva da Olimpia, portata da Paolo Cocchiglia, che ha percorso il tratto dinanzi al molo fra scroscianti applausi; dinanzi alla chiesa di Santo Stefano c’è il passaggio di testimone, con l’altra giovane tedofora che ha attraversato una piazza gremita per poi tornare con la fiaccola sul battello diretto a Bellagio, per un altro bagno di folla. Con i tedofori a bordo, anche il consigliere regionale Anna Dotti: «Non potevo mancare in un’occasione unica e importante come il passaggio della fiaccola olimpica», questo il suo commento.

Una cerimonia, insomma, molto partecipata ed emozionante, che Menaggio ha preparato davvero con la massima cura: i giovani atleti della società Canottieri con il remo in mano, i rappresentanti di altre associazioni sportive, gli amministratori con la fascia e la Banda di Loveno, che ha eseguito l’Inno nazionale emozionando tutti, hanno interpretato come meglio non si poteva lo spirito olimpico. Su tutti merita una sottolineatura l’ultraottantenne Gino Corti, di San Siro, per quasi sessant’anni assiduamente impegnato nell’ambito dello sport giovanile, soprattutto nell’atletica, maestri di sport e di vita per tante generazioni di ragazzi. Su una carrozzina, si è commosso all’arrivo della fiaccola e ha commosso tutti. La sua presenza è l’emblema dello spirito di giornata.

Festa dello sport

«Il sogno olimpico si è realizzato – commenta il sindaco di Menaggio, Michele Spaggiari, in piazza fin dalle ore precedenti per controllare i preparativi – . Ero certo che sarebbe arrivata tanta gente e invece ne è arrivata tantissima. E’ stata una festa dello sport e della comunità, in nome dello spirito olimpico».

Il primo cittadino racconta anche degli esempi personali: «Un’anziana concittadina di 82 che risiede nella parte alta del paese si è fatta accompagnare in piazza e quando mi sono complimentato con lei, mi ha fatto presente che non poteva mancare ad un’occasione così unica.. Credo sia stata un’occasione unica e irripetibile per ciascuno di noi – aggiunge Spaggiari – e l’abbiamo vissuta e onorata al meglio E poi abbiamo abbracciato tutti Gino Corti, storica figura dello sport locale».

l giorno precedente una tedofora menaggina, Maricka Conti, che da 15 combatte contro un tumore al seno, aveva portato la fiaccola per un tratto nella tappa conclusasi a Colico.

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