Dipendenti comunali in stato d’agitazione. Pozzi: «Mai successo». Premoli: «Risolto»
Laglio. L’ex sindaco: «Una situazione di pieno marasma che si vive all’interno del Comune». La replica del primo cittadino: «Falso, al tavolo di conciliazione la questione si è subito chiusa»
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Seppur rientrato - dopo il confronto in Prefettura - lo “stato di agitazione” dei dipendenti comunali continua a tenere battito nel confronto politico “a due” che da mesi anima il paese. Confronto tra l’ex sindaco Roberto Pozzi - vera opposizione esterna al Consiglio comunale - e l’attuale primo cittadino Giancarlo Premoli.
Ed è stato proprio il sindaco in carica con una lunga nota inviata al nostro giornale a voler puntualizzare gli aspetti di questa vicenda, singolare se letta alle latitudini dei nostri Municipi. Ma andiamo con ordine.
L’attacco
L’ex primo cittadino via social ha dato conto di una riunione in Prefettura che si è tenuta il 12 giugno scorso, dopo «gli inutili, plurimi tentativi di risolvere le controversie in corso». «I dipendenti chiedevano, tra l’altro, la corresponsione dei compensi accessori mai distribuiti dalla nuova Amministrazione e l’erogazione dei buoni pasto, sospesa da novembre 2025», si legge nel post.
Poi la stoccata politica. «Purtroppo la situazione di pieno marasma del Comune di Laglio da noi più volte ribadita e resa pubblica ora trova un’ulteriore conferma. Non era mai successo. E’ un fatto gravissimo che testimonia l’inadeguatezza dell’attuale amministrazione lagliese» - la sottolineatura dell’ex sindaco.
La risposta
Lunga e articolata la replica del primo cittadino. «Personalmente continuo a preferire i documenti, gli atti amministrativi e le sedi istituzionali rispetto ai post sui social network - l’incipit di Premoli -. Mi sorprende tuttavia che soggetti che oggi non ricoprono alcun ruolo istituzionale sembrino essere dettagliatamente informati su circostanze discusse durante un Tavolo di conciliazione svoltosi presso la Prefettura di Como e verbalizzate in quella sede».
Nel dettaglio, «la rappresentazione di un Comune allo sbando non corrisponde alla realtà. Il Tavolo di conciliazione del 12 giugno si è svolto in un clima di confronto corretto e costruttivo e si è concluso con il ritiro dello stato di agitazione del personale, circostanza che da sola smentisce molte delle ricostruzioni circolate negli ultimi giorni. Nel corso dell’incontro, non ho attribuito responsabilità a precedenti amministrazioni, ma ho semplicemente evidenziato alcuni elementi oggettivi emersi dall’esame degli atti comunali». Quanto ai principali nodi del contendere, «le schede di valutazione del personale, che costituivano uno dei punti oggetto di confronto, erano già state consegnate ai dipendenti nella settimana precedente all’incontro. Per quanto riguarda i buoni pasto, l’Amministrazione non ha mai negato alcun diritto ai lavoratori. I ritardi registrati sono stati determinati esclusivamente da procedure di approvvigionamento e dalle note difficoltà operative di enti di piccole dimensioni che oggi si trovano a fronteggiare una cronica carenza di personale. Proprio per questo l’Amministrazione si avvale della preziosa collaborazione di personale proveniente da altri enti per complessive 18 ore settimanali. A questi professionisti va il nostro ringraziamento, non certo il discredito»
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