Cronaca / Lago e valli
Mercoledì 18 Febbraio 2026
Don Gianluigi Braga lascia Lucino dopo 18 anni. I fedeli vorrebbero raccogliere firme per farlo restare
Ma il parroco in paese da diciotto anni: «Mi spiace lasciare questa parrocchia, ma il vescovo ha deciso così guardando l’insieme della Diocesi e non la singola situazione»
Montano Lucino
Don Gianluigi Braga, parroco di Lucino da 18 anni, dopo le festività di Pasqua, lascerà la parrocchia di San Giorgio per continuare il suo ministero in alto lago, nelle parrocchie di Grandola e Uniti, Naggio, Bene Lario e Grona, in una zona che conta 4 parrocchiali e una decina di chiese in tutto. E’ stato lo stesso don Gianluigi, per tanti don Giangi, a comunicare la decisione del vescovo, cardinal Oscar Cantoni. «Noi guardiamo il nostro piccolo paese, il vescovo vede invece una realtà più ampia, probabilmente ha visto difficoltà in altre parrocchie e altre necessità e mi ha destinato ad una realtà certamente diversa rispetto a quella di Lucino – commenta don Braga -: ho fatto presente le mie fatiche e le mie difficoltà, qui a Lucino mi sono inserito subito, ma allora avevo 53 anni, adesso a 71 anni sarà più difficile, ma non dispero. Certo che mi dispiace lasciare Lucino, ma è il mio ministero».
Il 31 maggio 2008 don Gianluigi iniziò il suo incarico nella parrocchia di San Giorgio, a partire dal 1569 è il ventunesimo parroco di Lucino. La realtà che trovò a Lucino è stata ben diversa da quella della Valcuvia dove per 20 anni fu parroco. A Lucino don Gianluigi Braga ha festeggiato i 30 anni di sacerdozio e poi i 40 anni, fu infatti ordinato sacerdote il 23 giugno 1979, dall’allora vescovo mons. Teresio Ferraroni, che quel sabato di giugno lo ordinò sacerdote insieme ad altri 9 compagni. Don Giangi, classe 1955, iniziò il seminario dopo il Liceo Paolo Giovio. La prima esperienza di sacerdote in Valtellina, nella parrocchia di Delebio per sei anni, poi tre anni a Ponte Tresa, venti in Valcuvia e 18 a Lucino.
In teoria al compimento dei 75 anni, quindi tra 4 anni, don Gianluigi potrebbe dare le dimissioni, poi dipende, sta al vescovo accettarle o meno. L’annuncio di essere stato destinato ad una realtà molto diversa e molto lontana da Lucino ha sortito del dispiacere tra i fedeli, che hanno mostrato molto affetto nei confronti del sacerdote, non i parrocchiani di Lucino, ma anche gente di Villa Guardia che spesso segue la santa messa a Lucino si sono detti dispiaciuti.
«Come un fulmine a ciel sereno, considerato che, per l’appunto, ci si aspettava che il don terminasse la sua missione eucaristica e pastorale qua a Lucino, tra i suoi parrocchiani che gli vogliono bene – si esprime un fedele -; ovvio che ci sia il voto di obbedienza per cui credo non si possa fare nulla, ma forse se ci fosse una raccolta firme per sensibilizzare la curia sul tema, don Gianluigi potrebbe restare».
Don Giangi, dal canto suo, appresa l’intenzione della raccolta firme spiega: «Ovviamente mi fa piacere sapere che c’è chi mi vuole bene e mi apprezza, ma davvero, questo è uno sforzo che non serve. Se il vescovo ha deciso così è per migliorare una situazione, non è giusto creare un ulteriore problema».
E su chi arriverà come ventiduesimo parroco di Lucino don Braga dice: «Non lo so, non me lo hanno comunicato, probabile che si proceda con l’unione delle due parrocchie, con quella di Montano, dunque. Con la carenza di sacerdoti che c’è in diocesi avere due parroci in un paese così piccolo non sarebbe corretto».
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