Donazione organi. Crescono i “no”
nei documenti

Solidarietà. Como tra le più generose in Lombardia nonostante l’aumento di opposizioni (38,4% nel 2026). Moretti, Aido: «Forse i Comuni agli sportelli fanno poco»

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Donazioni organi, crescono i no al rinnovo della carta d’identità, secondo i volontari i Comuni devono impegnarsi di più.

Nonostante l’aumento delle opposizioni la buona notizia è che a livello nazionale i dati degli organi donati e trapiantati hanno superato i 4.600 l’anno, gli aggiornamenti dal centro nazionale trapianti sono incoraggianti. L’altro numero positivo che emerge dalle dichiarazioni di volontà aggiornate a ieri è che la provincia di Como, dietro a Sondrio, è il territorio più generoso della Lombardia. Tutta la nostra regione però arretra, in generale il partito dei no guadagna consensi, fino a un terzo dei cittadini si oppone alla donazione degli organi. Il 30,3% dei comaschi risponde allo stesso modo, il no è stato sottoscritto da 96mila cittadini, vincono comunque i consensi al 69,7%, 220mila cittadini si dice disponibile alla donazione. A livello regionale le opposizioni si attestano al 33%, di poco sotto alla media italiana.

In tutta la Lombardia nel 2026, complice la scadenza delle vecchie carte d’identità, i no sono aumentati in maniera sensibile, con un 41,7% di opposizioni, la quota più alta degli ultimi quindici anni.

Il raffronto con il passato fa emergere anche a Como e provincia un andamento negativo. Questo è il punto su cui riflettere maggiormente. Le opposizioni nel 2026 sono arrivate a quota 38,4%, quando l’anno precedente si fermavano al 35,8%, nel 2024 al 31,7%, e prima al 26,8%. I dati guardano anche all’interno dei territori provinciali, Comune per Comune.

Il capoluogo Como città ha un 24,2% di opposizioni, una quota bassa, tra le cittadine più popolose Cantù ha il 39,5%, Mariano Comense il 36,1%, Olgiate Comasco il 34,3%, Fino Mornasco il 31,6% e Lomazzo il 19,3%. I dati peggiori a Mozzate, dove il 45,8% dei cittadini ha detto no, Bellagio, 43,8%, oppure in paesi piccoli come Livo, 48,5%, Dosso del Liro 42,9%, Cavargna, 42,7%. Al contrario le opposizioni più risicate si notano nella Tremezzina, 8,1%, a Brunate, 9,8%, a Carlazzo, 11%, poi Moltrasio, Faloppio e Nesso con un 15% circa, quindi con una larga maggioranza dei consensi.

Il nostro Paese nello scenario internazionale resta comunque uno tra i più solidali a proposito di donazione d’organi, si offrono candidati anche molto maturi, perfino over 65. il nodo dei no al rinnovo della carta d’identità crea però qualche timore nelle associazioni che si spendono su questo tema importante.

I volontari di Aido, l’associazione italiana donazione organi, stanno per lanciare la campagna per il sì nelle piazze fissata per il 26 e il 27 di settembre. «C’è un po’ di sfiducia e dispiacere - spiega la vice presidente di Aido Como Barbara Moretti -. Noi volontari proviamo con la nostra rete a far passare un messaggio solidale. Forse i Comuni, agli sportelli, fanno poco. Le amministrazioni comunali devono sostenere di più la nostra campagna».

«Alla base, c’è un problema di informazione dei cittadini» ha ripetuto tante volte Flavia Petrin, presidente nazionale di Aido. I cittadini non sanno di poter esprimere la propria volontà a proposito di donazione d’organi all’atto del rinnovo della carta d’identità, non sanno nemmeno che la propria scelta può sempre essere rivista e modificata. Resta un po’ di ritrosia verso un argomento considerato da molti ostico. Su questo punto da Aido Como ricordano che per le recenti celebrazioni dei primi cinquant’anni di attività hanno felicemente ricevuto la visita del vescovo Oscar Cantoni che ha ringraziato i volontari per quanto fanno nel nostro territorio, è bene sottolineare che in tutto gli ospedali del bel paese i pazienti in lista d’attesa che aspettano una donazione non mancano, circa 8.500.

Tramite il portale dell’associazione, www.aido.it, è sempre attiva la pagina “esprimi il tuo sì”, con i moduli e la procedura per dare il proprio consenso. «Cuore, rene, fegato e altri. Sono questi gli organi che possono restituire la vita a chi vive sospeso in attesa di trapianto, a chi aspetta un sì. La donazione post mortem, il sì, è un gesto d’amore. Un amore che non conosce barriere spaziali o sociali, è amore per l’altro, chiunque esso sia, è amore per la vita».

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