Donna dispersa mentre cerca funghi con il marito sulla Sighignola

Alta Valle Intelvi Ha 62 anni ed è di Solbiate, stava camminando a cento metri dal marito e lui l’ha persa di vista. Le ricerche sono proseguite fino a tarda sera, il suo telefono lo ha il coniuge: impossibile cercare il segnale

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Alta Valle Intelvi

Sono proseguite sino a sera inoltrata, partendo dalla zona del Bosco Meriggio e allungandosi poi ai pendii della Sighignola, le ricerche di Maria Amparo Zanon Gonzalez, 62 anni, nata in Spagna, ma residente a Solbiate con Cagno.

Della donna si sono perse le tracce ieri mattina attorno alle 9 dopo che aveva raggiunto Alta Valle Intelvi con il marito per un’escursione in quota, alla ricerca - pare - di funghi, anche se nessuno dei due sarebbe un fungaiolo esperto. La coppia - secondo le poche notizie trapelate in giornata - si è separata, passeggiando a un centinaio di metri di distanza l’uno dall’altro. A quel punto il marito, 65 anni, avrebbe perso il contatto visivo con la moglie.

Da lì sono iniziate le ricerche, attivate alle 9.04 e che hanno coinvolto una quindicina di tecnici della Stazione Lario-Occidentale e Ceresio del Soccorso Alpino (che ben conoscono la zona), i vigili del fuoco con l’unità Saf, l’elicottero “Drago” (sempre dei vigili del fuoco) ed i volontari della Protezione civile della comunità montana con le indagini coordinate dai carabinieri della stazione di Alta Valle Intelvi sotto l’egida della Compagnia di Menaggio. Vigili del fuoco presenti anche con il posto di comando avanzato.

La zona del Meriggio presenta un primo tratto di bosco pulito e dunque facilmente tracciabile, ma a poca distanza sono presenti salti di roccia piuttosto importanti, già teatro in passato di cadute, purtroppo con esito letale. Nel corso della giornata (nel contempo le ricerche si sono allargate ai pendii sotto la Sighignola) sono state impiegate le unità cinofile del Soccorso Alpino, dei vigili del fuoco e nel tardo pomeriggio dell’Associazione nazionale carabinieri (cani molecolari), impegnati attorno alle 19 a verificare alcune tracce.

I “Saf” dei vigili del fuoco hanno utilizzato sempre nel corso del pomeriggio un drone ad alta definizione, mentre sempre nel corso del pomeriggio il Soccorso alpino ha attivato anche un drone munito di termocamera. Della donna però nessuna traccia.

In mattinata si era anche pensato di utilizzare il sistema “Imsi Catcher”, fondamentale per “catturare” il segnale telefonico. Ipotesi però subito scartata in quanto sempre secondo le (poche) informazioni filtrate il marito avrebbe custodito in uno zainetto entrambi i cellulari, dunque incluso quello della moglie.

La zona come detto nel punto in cui è iniziata l’escursione non presenta particolari insidie ed ha un sottobosco ben definito. A poca distanza però la situazione cambia in maniera repentina, trasformandosi in uno dei punti più insidiosi - se non il più insidioso - dell’intero comprensorio Lario-Intelvese. Proprio nella zona del Bosco Meriggio era stato trovato senza vita, nell’ottobre del 2024, il corpo di Franco Carioti, pensionato di 80 anni di Sesto San Giovanni, che aveva scelto Alta Valle Intelvi - al confine con il Ticino - per un’escursione per funghi.

Le ricerche avevano poi individuato il corpo senza vita sul versante svizzero della Sighignola. Nel luglio 2019 era stato un escursionista di 74 anni a perdere la vita in questa porzione di territorio montano, dopo essere scivolato per una trentina di metri.

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