«Favorirono il Crotto dei platani». Sindaco e due tecnici accusati di falso

Brienno Perquisizioni e sequestri in Comune. La Procura contesta tre delibere di giunta e consiglio: «Varianti al Pgt per aiutare il consigliere amico»

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Brienno

Falso in atto pubblico. Commesso per favorire l’ex sindaco, nonché attuale consigliere di maggioranza, Francesco Cavadini e in particolare il suo ristorante: il Crotto dei Platani. Sono queste le ipotesi di reato che hanno portato i Carabinieri del nucleo investigativo della Forestale a effettuare perquisizioni e sequestri in Comune nonché a casa dell’attuale sindaco e di due tecnici.

L’intricata e infuocata vicenda iniziata con i presunti abusi edilizi e paesaggistici commessi dal titolare del Crotto, porta a un nuovo colpo di scena. Il decreto di perquisizione e sequestro è stato firmato dal sostituto procuratore di Como Davide Li Volti. I Carabinieri hanno bussato di buon’ora a casa di Matteo Vitali, attuale primo cittadino di Brienno, a quella di Carimate del responsabile dell’area tecnica del Comune, l’architetto Alessandro Colombo, e infine a quella di San Fermo di Flavio Castiglioni, tecnico incaricato di occuparsi dei rilievi geologici e idrogeologici della documentazione finita sotto accusa.

Documentazione utile ad arrivare a tre differenti deliberazioni: due del Consiglio comunale - il 22 ottobre 2024 e il 23 giugno dello scorso anno - e una della Giunta del 4 aprile di un anno fa. In sostanza secondo la tesi dell’accusa i tre atti sarebbero tutti viziati da falsi. Questioni e ricostruzioni tecniche connesse con l’asserita modifica dei corsi d’acqua del torrente Valle del Crotto e Quai di Orsa, per consentire così le modifiche della fascia di inedificabilità e rendere di conseguenza fattibili dei lavori chiesti dal consigliere Cavadini al proprio ristorante, o presunti errori materiali che hanno consentito di intervenire sul Pgt, anche in questo caso con conseguenze dirette sulle sorti del Crotto dei Platani.

Sotto inchiesta anche la delibera di giunta che, lo scorso anno, ha definito quale “centro abitato” la porzione di statale Regina che passa in zona Crotto. Delibera che apre la possibilità, per il proprietario del ristorante, di presentare una istanza all’Anas per chiedere la riapertura di un accesso carraio ritenuto abusivo l’anno prima.

Le deliberazioni - e questa potrebbe essere una delle tesi difensive - erano accompagnate da pareri sia di enti regionali che provinciali, che non avrebbero rilevato i falsi contestati. Per la Procura, però, allo stato dell’arte quanto emerge dall’indagine dei forestali dei Carabinieri è che gli atti sarebbero stati “forzati” con dei documenti falsi per agevolare l’attività imprenditoriale del consigliere di maggioranza Cavadini, da un lato per fargli ottenere il via libera a una serie di lavori, dall’altro per sanare le violazioni edilizie contestate nell’ambito della prima inchiesta aperta dalla Procura cittadina, ormai un paio di anni fa. Indagine su una vicenda che si sta complicando e ingarbugliando non poco, con - a questo punto - ben tre fascicoli d’inchiesta differenti.

Il sindaco Vitali, ieri, ha emesso una nota: «Ritengo che gli inquirenti debbano fare il loro lavoro - si legge - Io ho dato la massima disponibilità e collaborazione per acquisire i documenti richiesti. Al tempo stesso continuerò serenamente a fare il mio lavoro per il bene del paese, falcidiato da diverse calamità naturali, che insieme alla Giunta ed al Consiglio abbiamo gestito attraverso tantissimi lavori di messa in sicurezza».

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