Finti carabinieri e anziani nel mirino: a Bellagio torna l’incubo delle truffe telefoniche

Il fenomeno. Ondata di raggiri tra la perla del Lario e Civenna. Le forze dell’ordine e i residenti lanciano l’allarme: «Non date mai soldi o gioielli, chiamate subito il 112»

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Bellagio

Di nuovo Bellagio nel mirino, tornano a colpire i truffatori che si spacciano per carabinieri e l’allarme arriva direttamente dalle forze dell’ordine e dai residenti. Nelle ultime ore sono stati segnalati diversi tentativi di raggiro telefonico ai danni soprattutto di persone anziane, con i malviventi che utilizzano ancora una volta il nome dell’Arma per conquistare la fiducia delle vittime, raccontare una storia inventata e arrivare alla richiesta di denaro o di oggetti di valore.

Il copione è quello ormai tristemente noto, ma proprio per questo non meno efficace. Una telefonata improvvisa, l’interlocutore che si presenta come carabiniere o appartenente alle forze dell’ordine, quindi un presunto problema che coinvolgerebbe direttamente la vittima o un suo familiare. La storia viene costruita nei dettagli, facendo leva sulla paura e sull’urgenza: un incidente, un arresto, una carta d’identità clonata, un’auto utilizzata per commettere un reato. A quel punto viene prospettata la necessità di consegnare soldi, gioielli o altri beni per risolvere la situazione.

Il fenomeno non è nuovo a Bellagio. Già nello scorso mese di maggio e prima in quello di gennaio il territorio era stato interessato da una serie di tentativi con modalità analoghe, alcuni dei quali particolarmente insidiosi. In quell’occasione una donna di 92 anni era stata contattata sul telefono fisso da persone che si erano spacciate per carabinieri, sostenendo che la sua carta d’identità fosse stata clonata e utilizzata per noleggiare un’auto coinvolta in un furto ai danni di una gioielleria di Como. La conversazione era proseguita per circa un’ora e i truffatori erano arrivati a chiederle informazioni sui gioielli presenti in casa, facendole persino pesare l’oro.

Successivamente un uomo si era presentato davanti all’abitazione sostenendo di essere un carabiniere «sotto copertura» e insistendo per entrare. La donna, però, non aveva aperto il cancello e aveva chiesto aiuto, riuscendo così a evitare il raggiro. In un altro caso, sempre a maggio, una coppia di anziani era stata invitata telefonicamente a recarsi con urgenza a Como per presunti accertamenti legati alla clonazione di un documento. Anche in quel caso la vittima aveva intuito che qualcosa non tornava e aveva contattato il 112.

Ora il nuovo allarme con modalità simili rilancia la necessità della massima attenzione. Le segnalazioni riguardano in particolare persone anziane di Bellagio e della frazione di Civenna. Il principio da ricordare è semplice: nessun carabiniere chiede telefonicamente di consegnare denaro o preziosi per risolvere un procedimento giudiziario. Di fronte a una richiesta sospetta è fondamentale interrompere la conversazione e chiamare direttamente il 112, senza utilizzare eventuali numeri forniti dall’interlocutore.

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