Il Crotto dei Platani di Brienno resta sotto sequestro. «Faremo ricorso»

Il giudice delle indagini preliminari ha respinto l’istanza presentata dall’avvocato Giuseppe Sassi, difensore del titolare del ristorante, Francesco Cavadini

Brienno

Il Crotto dei Platani non riapre. Il giudice delle indagini preliminari ha respinto l’istanza presentata dall’avvocato Giuseppe Sassi, difensore del titolare del ristorante, Francesco Cavadini. Il locale era stato sequestrato lo scorso novembre in seguito all’inchiesta su quella che il giudice definisce la «ripetuta e clamorosa violazione di quei sigilli» nell’ambito di un’indagine aperta per abusi edilizi e paesaggistici.

L’avvocato Sassi, nelle scorse settimane, ha formalizzato un’istanza di dissequestro motivandola soprattutto sulle possibili conseguenze in termini economici e di tenuta della società, alla luce della lunga e forzata chiusura.

Chiusura direttamente connessa alla violazione, da parte del titolare del Crotto, dei sigilli. In particolare quando, in occasione di un evento organizzato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti, Cavadini aveva riaperto una sala sottoposta a sequestro - in quanto ritenuta abusiva per ospitare ministri e rappresentati dei Paesi del G7 nonché le autorità provinciali. Non la sola violazione, secondo l’indagine aperta dal procuratore capo di Como, Massimo Astori.

Almeno in un’altra occasione, un ricevimento di matrimonio, dalle immagini instagram è emerso come il Crotto avesse messo a disposizione anche i locali sotto sequestro.

L’avvocato Giuseppe Sassi ha già presentato ricorso contro il rigetto da parte del giudice. Non solo: ma ha anche formalizzato una richiesta di incontro con il titolare del fascicolo per discutere della possibilità di fare un patteggiamento: «Speriamo sottolinea il legale - che ciò avvenga il più celermente possibile, perché il problema è connesso con i danni che questo lungo sequestro sta causando alla società». Patteggiamento delicato, però, visto che la norma prevede, per questo tipo di reati, la facoltà di confisca della «cosa che è servita a commettere il reato». Ovvero il Crotto stesso. Facoltà che - chiaramente - la difesa vorrebbe evitare.

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