Non solo grandi ville e paesaggio: il Lago di Como punta sulla carta dell’archeologia

L’evento. Successo a Bellagio per l’incontro tra esperti e amministratori del territorio. Al centro dei lavori la rete dei musei civici e delle raccolte private per offrire ai visitatori un’esperienza culturale profonda.

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Bellagio

A Villa Melzi si rilancia il patrimonio archeologico del Lario. Non solo paesaggio, ville storiche e borghi affacciati sullo specchio d’acqua. Il Lago di Como custodisce un patrimonio archeologico e culturale che rappresenta una risorsa ancora tutta da valorizzare.

Da questa consapevolezza è nata la giornata di studi “Lacus Amoenus. Archeologia, musei e collezionismo antiquario nel territorio lariano”, ospitata giovedì 25 giugno nella suggestiva cornice di Villa Melzi d’Eril a Bellagio.

L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura in collaborazione con il Sistema Museale Urbano Lecchese (SiMUL) e la proprietà di Villa Melzi, ha riunito studiosi, amministratori e rappresentanti delle principali istituzioni culturali delle province di Como e Lecco con l’obiettivo di riflettere sul valore storico e archeologico del territorio e sulle sue potenzialità anche dal punto di vista turistico.

«Il senso della giornata era poter affrontare il discorso dell’archeologia e della storia anche in chiave di valorizzazione turistica - ha spiegato la moderatrice dell’incontro la giornalista Donatella Mele -. La volontà è quella di offrire a Lecco e Como un’immagine forte attraverso i luoghi della cultura, senza fermarsi a un turismo effimero, legato soltanto alla cosiddetta bolla turistica. Mi sembra che l’appuntamento sia riuscito».

Tra gli ospiti erano presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Lecco, Cinzia Bettega, la soprintendente ad Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Beatrice Bentivoglio Ravasi, il sindaco di Bellagio Angelo Barindelli, la direttrice di Villa Carlotta Maria Angela Previtera e la direttrice del Museo Civico di Erba.

Al centro dei lavori il ricco patrimonio diffuso lungo le sponde del Lario. Il convegno voleva riportare l’attenzione sulla ricchezza delle collezioni archeologiche diffuse lungo le sponde del Lario, raccolte museali ma anche private nate nel corso dei secoli grazie alla passione di appassionati, collezionisti e studiosi. Si tratta di patrimoni che conservano reperti provenienti dal territorio locale ma anche testimonianze di altre aree geografiche, entrate a far parte delle raccolte per interesse scientifico, storico e antiquario. Ceramiche, monete, epigrafi, sculture, reperti protostorici, materiali di epoca romana e testimonianze medievali costituiscono oggi una fonte fondamentale per comprendere non solo la storia antica del territorio, ma anche l’evoluzione del collezionismo e della cultura museale. La sfida è trasformare la ricchezza storica del territorio in un valore condiviso, capace di rafforzare l’identità del Lago di Como e di offrire ai visitatori un’esperienza che vada oltre la bellezza del paesaggio.

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