«Il mio hotel si farà, lavori in primavera»

Laglio. L’imprenditore Gianmario Cazzaniga: «Resta da sciogliere solo un’osservazione della Soprintendenza». «Darà lavoro a 110 dipendenti, al Comune un milione di proventi e dalla sola Tari +50% delle risorse di bilancio»

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Laglio

«Il nuovo hotel a cinque stelle a Laglio si farà». Le parole, decisamente rassicuranti dopo le recenti frizioni tra l’ex sindaco Roberto Pozzi e l’attuale primo cittadino Giancarlo Premoli, sono di Gianmario Cazzaniga, cui fa capo la società Isg (Iniziativa Sviluppo Group) che sta portando avanti l’importante operazione. «Il Comune il 14 marzo ha rilasciato un parere preliminare favorevole in relazione alla conformità del progetto sia sul piano urbanistico che edilizio - rimarca Cazzaniga - Il Comune ha fatto la sua parte. La pratica è ferma in Soprintendenza a seguito di un parere parzialmente negativo a seguito del quale abbiamo presentato le nostre controdeduzioni. Penso sia questione massimo di un mese. Sono più che fiducioso sulla conclusione positiva dell’iter in tempi decisamente celeri».

Cazzaniga tiene anche a rimarcare che «noi non andremo a sventrare una collina verde per realizzare ville, come sta avvenendo con una certa sorpresa di fianco a casa mia sempre a Laglio, bensì interverremo su un’area già compromessa, che verrà risanata. Su quell’area verrà occupato uno spazio in termini edilizi che è poco più di un terzo dell’intera area. Il resto è tutto verde». Il nuovo hotel a cinque stelle avrà quaranta camere più un ristorante, Spa e parcheggio interrato. In questo (nuovo) contesto l’accento cade anche sui 110 posti di lavoro previsti, a rotazione, oltre a tutto l’indotto per il territorio, a cominciare dall’acquisto dei prodotti alimentari a “kilometro zero”, dal lago alla montagna comasca.

Ma non è tutto. «Il Comune può decidere in autonomia come utilizzare i proventi di questa operazione - aggiunge Gianmario Cazzaniga - Potenzialmente potrebbe usare la somma, di parecchio superiore al milione di euro, per mettere in sicurezza l’assetto idrogeologico di un territorio fortemente colpito da fenomeni di dissesto. Poi c’è l’annualità. L’hotel porterebbe al Comune risorse annue superiori a più del 50% di quello che è il bilancio comunale. Cito la Tari, la tassa sui rifiuti. Grazie alla nostra contribuzione, il Comune avrebbe un avanzo superiore di cassa, che potrebbe utilizzare per ridurre le tasse degli altri cittadini. Una citazione va anche per gli introiti legati alla tassa di soggiorno e dell’Imu. Da qui la rilevanza pubblica dell’intervento. È giunto il tempo che Laglio si doti di un hotel con determinate caratteristiche».

Quanto alle tempistiche, l’obiettivo - una volta risolta la situazione contingente con la Soprintendenza - è iniziare i lavori la prossima primavera, così da poter inaugurare il nuovo hotel nel 2029. Infine un accenno inevitabile all’effetto Clooney, che ha più e più volte dal 2002 in poi tessuto le lodi di Laglio e del lago di Como in svariati contesti internazionali. «In realtà io ho la casa a Laglio da più di vent’anni - rimarca Cazzaniga - Da tre anni vivo tutto l’anno a Laglio. Questa operazione nasce dal fatto di ridare vita ad un luogo degradato, contribuendo così a irrobustire lo sviluppo del turismo locale».

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