Il rifugista morto sul parapendio: si fa largo l’ipotesi del malore

Tremezzina L’incidente nei pressi del “Venini” sul Galbiga, oggi l’autopsia al Sant’Anna. Gli amici di Simone Barbetta, 57 anni: «Se ne è andato sulle montagne che tanto amava»

Secondo il racconto di una testimone, il corpo di Simone Barbetta - il cinquantasettenne nato ad Ardenno (dove ancora vivono fratelli e nipoti), ma residente a Menaggio, morto mercoledì pomeriggio dopo essere precipitato con il parapendio vicino al “suo” rifugio Venini, sopra Lenno - avrebbe avuto un movimento innaturale, con il capo ad un certo punto chino verso il basso.

Una testimonianza che avvalorerebbe l’ipotesi del malore, che poi in rapida successione avrebbe portato all’attorcigliamento su se stessa della vela ed alla successiva caduta al suolo. Il tutto dopo che il parapendio aveva volteggiato per alcuni minuti sopra il “Venini”.

Testimonianze

Solo l’autopsia, che sarà eseguita questa mattina al Sant’Anna, stabilirà le cause del decesso. Dopodiché il corpo potrà essere restituito alla moglie “Bibi”, ai figli Francesco e Stefano.

Le indagini sono condotte dai carabinieri di Tremezzina, guidati dal maresciallo Paolo Lo Giudice. Due in particolare le testimonianze al vaglio, tra cui quella di un turista tedesco che ha assistito agli ultimi drammatici istanti prima che il parapendio precipitasse al suolo. Da lì poi i soccorsi e il disperato tentativo di rianimare Barbetta, poi trasferito con l’elisoccorso di Milano all’ospedale Sant’Anna, dove è deceduto alle 18.15.

Tantissime le testimonianze di cordoglio e al tempo stesso d’affetto giunte attraverso i social a moglie e figli, a conferma di quanto il rifugista fosse conosciuto, lui che da 15 anni gestiva il “Venini”, e da quest’anno - sempre con l’aiuto dei figli - aveva preso in gestione anche l’Alpe di Colonno, senza dimenticare la precedente esperienza alla “Magnolia” di Mezzegra.

Cordoglio

«È morto su quei monti che tanto amava e che stava vivendo mercoledì pomeriggio in modo diverso dal solito», si legge in uno dei tanti messaggi postati. Cordoglio anche dai sindaci di Menaggio e Tremezzina, con Michele Spaggiari (Menaggio) che ha fatto sapere come «l’intera comunità si stringe a Bibi, Francesco e Stefano per la tragica perdita del caro Simone» e con Mauro Guerra che ha parlato di «tristezza, cordoglio e vicinanza ai familiari» ricordando «l’incontro in Comune di qualche settimana fa per confrontarci e discutere su problemi, cose da fare e nuovi progetti».

Messaggi di cordoglio anche dal mondo venatorio - Simone Barbetta era un eccellente cacciatore di ungulati, oltre che un addestratore di prim’ordine di cani “da sangue” per il recupero di ungulati feriti - nonché dal gruppo alpini di Lenno, che ha nell’altra metà del rifugio “Venini” la sua sede montana.

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